Trentadue anni e nessuna voglia di mollare anche perché, Sochi 2014 docet, può ancora essere molto, molto competitiva. E alcune coetanee, vedi l’austriaca Elisabeth Goergl, sono tornate a vincere in Coppa del Mondo dopo una vita, mentre lei sfiorava una medaglia olimpica che avrebbe coronato una bella carriera, tutt’altro che terminata.

Daniela Merighetti da Brescia città, classe 1981, arruolata nelle Fiamme Gialle, nata slalomista e poi spostatasi progressivamente alle prove veloci, capace però di andare a punti in tutte le specialità in Coppa del Mondo e di salire sul podio in discesa, gigante e superG nel circuito maggiore come solo Isolde Kostner ha saputo fare in Italia, da quattro anni è il punto di riferimento della discesa libera in Italia, tra le donne. Da marzo 2013 in testa aveva solo i Giochi Olimpici di Sochi, probabilmente gli ultimi della sua carriera (mai dire mai, però, guardate Bode Miller, sul podio a Cinque Cerchi a 36 anni) e proprio in Russia è riuscita tirare fuori, in maniera incredibile se vogliamo, la miglior prestazione dell’ultimo anno e mezzo, dopo un avvio di stagione molto complicato e soprattutto dopo la caduta nella prima prova cronometrata a Rosa Kuthor, con tanto dolore al ginocchio destro e la paura di non poter nemmeno gareggiare nella discesa attesa da quattro anni. Invece.

Invece Daniela ha chiuso con il terzo tempo assoluto, ma il quarto posto complessivo, una beffa, a causa dell’ex aequo d’oro tra Gisin, svizzera, e Maze, slovena, con Lara Gut terza. Senza una leggera spigolata nel tratto finale, forse avrebbe persino potuto vincere… Con i sé e con i ma non si cambia la storia, resta certamente l’orgoglio: “E restano anche ricordi bellissimi, sicuramente ho corso una delle mie migliori gare della stagione a Sochi, per cui devo essere soddisfatta di quello che ho fatto in Russia. Certo, bruciava un po’ a fine gara essere arrivati quarti all’Olimpiade, ma non avevo mai sciato così bene per tutto l’ultimo anno e mezzo, per cui non posso che dirmi comunque contenta. Lo so che contano poco i quarti posti ai Giochi, però va bene lo stesso, dai…“.
Che bilancio fa, invece, della stagione, nel complesso? Il suo miglior risultato resta il 4° posto olimpico…
E infatti vi dico che mi sono salvata alla fine, son partita molto male, in Nordamerica ho fatto veramente fatica a provare le sensazioni giuste. Le ho trovate solo a Sochi nonostante la caduta e i guai fisici, e da lì in poi ho fatto comunque delle buone gare, 12a a Crans Montana, 8a alle Finali di Lenzerheide, e ancora non stavo molto bene fisicamente. Diciamo che ho raddrizzato con le ultime gare un annata molto storta“.
A luglio le primavere saranno 33, ma la maturità nelle discipline veloci si raggiunge proprio a ridosso dei 30 anni come proprio lei ha dimostrato. Quindi, avanti tutta?
Avanti tutta, il prossimo anno ci saranno i Mondiali a Vail, in Colorado, su una pista fantastica, nuova di zecca, la “Raptor”, che abbiamo provato quest’anno, a novembre. Certo, non sono riuscita a “sciarla” come avrei voluto in Coppa del Mondo, ma spero di farlo a febbraio 2014, soprattutto spero di andarci con le sensazioni giuste e con la grinta che ho avuto comunque a Sochi“.

Daniela “Dada” Merighetti non lascia. Raddoppia! In bocca al lupo.