All’interno della Curva Sud del Milan, storico settore occupato dallo zoccolo duro della tifoseria rossonera, sarebbe in corso una faida. E’ l’ipotesi avanzata dal Corriere della Sera.

Secondo il quotidiano milanese, il principale gruppo del settore, quello dello striscione “Curva Sud”, ed i Commandos Tigre si sarebbero affrontati almeno due volte sul finire del campionato scorso.

La prima durante Milan-Juve del 9 aprile. Alcuni ultras del gruppo Curva Sud sarebbero scesi dal secondo anello blu del Meazza al primo, dove ci sono i Commandos, per chiedere spiegazioni riguardo alla coreografia.

Ne nasce una forte discussione, tutto si risolve in pochi minuti. Una vicenda sulla quale sta indagando la Digos, che ha proposto 30 Daspo.

Più grave sarebbe stato, invece, l’episodio del 17 aprile, giorno di Sampdoria-Milan. A Marassi alcuni elementi della Curva Sud avrebbero aggredito i Commandos. “Un attacco portato da esperti in arti marziali”, riferisce la Polizia, che teme una vendetta a stretto giro, che però non avviene.

Pochi giorni dopo appare un comunicato in cui i Commandos annunciano lo scioglimento, poi smentito. Ma la sera del 15 maggio, al primo anello, in luogo dei Commandos, si staglia la figura di Giancarlo Capelli, lo storico “Barone”, uno dei vecchi leader della tifoseria milanista. Secondo il Corsera, è questo il segnale che il gruppo curva sud si è preso anche il settore inferiore.

Sempre secondo quanto riferisce il quotidiano, l’attacco della Sud ai Commandos si spiegherebbe con la decisione di alcuni elementi di questi ultimi di testimoniare in una inchiesta del 2006. Una vicenda che coinvolse diversi elementi di spicco del settore, accusati di estorsione al Milan: biglietti gratuiti o incidenti. Furono condannati in 8, tra cui Giancarlo “Sandokan” Lombardi (5 anni e 8 mesi), mentre lo stesso Capelli fu prosciolto.