Il fatto che fosse una notizia attesa non la rende meno amara: Steph Curry non va a Rio 2016, come annunciato dallo stesso asso dei Golden State Warriors con un comunicato ufficiale. Una scelta dovuta a più di una motivazione, anche se quella prevalente è ovviamente legata alla questione atletica: dopo due anni esagerati, con un anello NBA, un altro a portata di zampe (i Warriors sono 2-0 sui Cavs di LeBron nelle Finals), due titoli di MVP in tasca e una manciata di record da consegnare ai posteri, il playmaker ha bisogno di dar tregua al suo ginocchio destro.

Dopo aver riflettuto molto e discusso diverse volte con la mia famiglia, i miei agenti e i Warriors“, scrive Curry, “ho scelto di non rendermi disponibile per la chiamata di Team USA in vista delle Olimpiadi di Rio 2016. Le mie precedenti esperienze con la nazionale americana sono state incredibilmente gratificanti, istruttive e divertenti, cosa che ha reso estremamente difficile per me compiere questa scelta“.Ma in NBA, si sa, al fisico non si comanda, e tantomeno ai favolosi contratti che legano le superstar alla Lega e agli sponsor: “A causa di diversi fattori, tra cui i recenti infortuni a caviglia e ginocchio, credo sia la decisione giusta in questa fase della mia carriera. Il mio obiettivo primario di questa estate dev’essere quello di concentrarmi sul mio corpo e farmi trovare pronto per la prossima stagione NBA“. Curry non ha mai partecipato alle Olimpiadi, ma ha vinto due volte i Mondiali nel 2010 e nel 2014.

In realtà, secondo voci provenienti dagli States, tra le motivazioni taciute che hanno condotto lo Splash Brother numero uno a questa decisione ci sarebbe anche il timore del virus Zika. E non sarebbe nemmeno l’unico: Pau Gasol ha ammesso candidamente di non essere certo di voler partecipare ai Giochi proprio per questa ragione, e anche i vari Igoudala, LeBron James e Russell Westbrook starebbero pensando di chiamarsi fuori.

In ogni caso, Team USA perde il suo miglior giocatore (LeBron permettendo) anche se questo non dovrebbe costituire un grosso problema in vista della prevedibilissima medaglia d’oro, come si evince anche dalle parole rilassate di Jerry Colangelo: “Ovviamente ci dispiace che Steph non sarà con noi questa estate, ma comprendiamo le sue ragioni e lo supportiamo in questa sua scelta“. Curry non ha mai partecipato ai Giochi, ma ha vinto due volte i Mondiali nel 2010 e nel 2014. In ogni caso, nel 2020 avrà solo 32 anni: l’oro olimpico non scappa.