Nel deserto ghiacciato dello stadio Khimki, la Roma rimedia solo un pareggio per 1-1 contro il CSKA Mosca nella 5.a giornata della fase a gironi di Champions League: un risultato non negativo, e tutto sommato giusto per quel che si è visto in campo, ma reso amarissimo dalle modalità con cui è stato fissato. I giallorossi, infatti, andati in vantaggio al termine della prima frazione grazie a un siluro di capitan Totti su calcio di punizione dal limite, hanno provato a lucrare un po’ troppo sul vantaggio minimo acquisito, chiudendosi in difesa per quasi tutta la ripresa e facendosi infine rimontare da un gollonzo di Vasilij Berezutski quando mancavano una manciata di secondi al fischio finale. Per la qualificazione agli ottavi di finale bisognerà attendere il match di settimana prossima contro il Manchester City, che si profila già da ora come un’autentica battaglia.

Il dilemma del terzino destro viene risolto da Garcia dirottando l’eclettico Florenzi sulla linea dei difensori, con l’inserimento di Ljajic nel tridente offensivo, mentre a centrocampo viene concesso un turno di riposo a Miralem Pjanic: al suo posto Keita. I giallorossi iniziano con buona personalità, ma è subito chiaro che il CSKA ha fatto tesoro dell’imbarcata dell’Olimpico: i russi aspettano bassi, senza concedere le praterie del match di andata, e anche in fase offensiva si mostrano pericolosi, soprattutto con il fraseggio stretto dei suoi centrocampisti, tutti o quasi dotati di ottima tecnica individuale (Natcho, Eremenko e Dzagoev in particolare) e bravi a inserirsi nelle corsie centrali, sfruttando il lavoro senza palla di Doumbia. Il match è equilibrato e piacevole, anche perché il CSKA è praticamente costretto a vincere per continuare a sperare nel secondo posto (difficile pensare in una vittoria settimana prossima all’Allianz Arena); ma, complice un campo reso infame dal nevischio, di occasioni ce ne sono pochine. La prima vera opportunità per i giallorossi arriva solo al 35’, con Florenzi che si inserisce con i tempi giusti ma la sua conclusione da posizione defilata termina a lato; 3’ sono i russi ad avere una chance ancora più clamorosa con Doumbia, che sperpera da solo davanti a De Sanctis sparandogli sulle gambe dopo essere stato servito sulla corsa da Musa.  Poi, al 43’, la Roma passa. Bravissimo Florenzi, migliore tra i suoi, a guadagnarsi una punizione dal limite con una percussione centrale: Totti s’impossessa del pallone e lo spedisce all’incrocio dei pali con una sberla di collo-esterno delle sue.  E prima che finisca il primo tempo i giallorossi vanno a un passo dal raddoppio, con una gran conclusione al volo di Florenzi dai 20 metri che Akinfeev è bravo a deviare in angolo.

Nel tentativo di rallentare il ritmo di una gara che si è messa come meglio non si potrebbe, la Roma commette l’errore di schiacciarsi troppo nella propria trequarti, dando modo ai russi di stringere d’assedio la porta di De Sanctis. Troppo rinunciatari i giallorossi, che tuttavia al quarto d’ora sfiorano il raddoppio ancora una volta: bravo Nainggolan a penetrare di prepotenza in area di rigore, dopo aver vinto un rimpallo, meno bravo a calciare a lato una specie di rigore in movimento. Riprende a soffrire la Roma e al 24’ un bello scambio in velocità tra Eremenko e Musa costringe De Sanctis a intervenire sulla conclusione di interno del nigeriano. Potenzialmente più pericoloso l’inserimento di Dzagoev su cross dalla destra di Berezutski, con difesa giallorossa immobile: per fortuna di De Sanctis, il colpo di testa dell’eterna promessa russa è debole e centrale. La Roma controlla con ordine, tentando di far male in contropiede. Ed è così che al 34’ crea un’altra nitida palla-gol: Iturbe, appena entrato per il deludente Gervinho, parte a mille all’ora, palla per Ljaijc che dal centro-sinistra si fa ipnotizzare da un grande Akinfeev. Altro brivido per la squadra di Garcia in prossimità del 90esimo: Iturbe svirgola malamente un pallone nel tentativo di rinviare, nasce un batti e ribatti e Dzagoev ha la possibilità di calciare a botta sicura da non più di cinque metri di distanza, ma per fortuna manca incredibilmente il contatto con la sfera. Sembra finita, ma la beffa si annida dove ormai non sembrava esserci spazio: a 20 secondi dalla fine Strootman perde un pallone sanguinoso a centrocampo, Eremenko serve sulla sinistra Vasilij Berezutski che dal vertice dell’area fa partire un cross velenoso: non tocca nessuno, ma anche De Sanctis sfiora appena. E’ 1-1, Roma gelata. La qualificazione resta più che alla portata di Totti e compagni, ma così è dura da mandare giù.