Meno tredici. Questa, più o meno, la temperatura che deve aspettarsi di trovare la Roma, impegnata domani sera nel delicato match di Champions League contro il CSKA Mosca. Freddo becco per un italiano, figuriamoci per un brasiliano: ed ecco spiegato il motivo per cui Maicon si è rifiutato di salire sull’aereo con la squadra, nonostante il suo allenatore, nel dopopartita di Bergamo, ne avesse annunciata la presenza (“Si è allenato bene, valuteremo lunedì se impiegarlo“), e nonostante sul volo ci fosse effettivamente un posto prenotato a suo nome.

Ovviamente, il problema non è il gelo di per sé (e ci mancherebbe altro, non siamo in gita scolastica). Maicon soffre da tempo di un’infiammazione cronica al ginocchio destro; un problema che andrebbe risolto con un’operazione, ma il giocatore preferisce curarsi secondo altri percorsi, quelli dei fattori di crescita. Allo staff sanitario giallorosso, in particolar modo Paolo Rongoni, la cosa non piace granché, ma la società ha comunque concesso il suo permesso al terzino; il quale, evidentemente, ora si sente autorizzato ad autoesentarsi da una trasferta insidiosa. Non è la prima volta che un giocatore decide di affidarsi ai propri medici e preparatori, e non a quelli messi a disposizione dal club: accade anzi abbastanza di frequente, specialmente per ciò che riguarda i calciatori brasiliani (celebre, a proposito, il caso-Pato). Bel problema per Garcia, che si ritrova da tempo senza il suo terzino destro titolare e non sa quando potrà contare nuovamente su di lui; e un bel problema anche per Walter Sabatini, che un mese e mezzo fa ha prolungato il contratto di Maicon per un’altra stagione (scadenza 2016) e ora rischia di trovarsi costretto a scendere di nuovo sul mercato.