Il Crotone conquista, grazie al pareggio con il Modena, la sua prima storica promozione nella massima serie nazionale. Bastava un solo punto, infatti, per ottenere la matematica certezza di salire in Serie A. Un’impresa incredibile quella dei ragazzi di Juric che, anche a San Siro in Coppa Italia contro il Milan, avevano stupito tutti e avevano convinto anche i più scettici della loro qualità.

Serie A, simbolo di paradiso, di sogno, di certezza. Significa arrivare al vertice più alto per un calciatore abituato a competizioni minori come quelli del Crotone o come, negli anni precedenti, è capitato a Carpi e Frosinone o, ormai più di dieci anni fa, al Chievo Verona.

Un miracolo sportivo che a Lotito non piacerà di certo. Ricordiamo infatti che la scorsa stagione il presidente della Lazio si lamentava della promozione di Carpi e Frosinone, squadre di due piccole cittadine che non avrebbero cambiato molto nel panorama economico/finanziario della Lega di Serie A. Lotito, anche quest’anno, dovrà tirare i remi in barca perché un’altra “provinciale” è salita nella massima serie nazionale.

Un sogno costruito in una stagione ma pensato ben 24 anni fa, quando Raffaele Vrenna, diventò presidente della squadra calabrese, raccogliendola dalla Prima Categoria e dopo un quarto di secolo, eccola li: maturata, cresciuta, migliorata. Una squadra completa e fatta, quasi, a costo zero grazie a scelte oculate e mirate. Dagli svincolati del Chievo Verona ai “derivati” del fallimento del Parma, passando per i prestiti delle squadre più prestigiose.

Per gestire un gruppo cosi ci voleva un allenatore che sapesse essere grintoso ma allo stesso tempo dinamico ed intelligente, e Ivan Juric è stato, semplicemente, perfetto. Al termine della partita, finita 1-1 contro il Modena, ha dichiarato: “Complimenti a tutti, dai giocatori che mi hanno dato tanto, e alla società che mi ha sempre lasciato lavorare con serenità”.