Niko Kovac non è più commissario tecnico della Croazia. Dagli onori del primato in classifica nel Gruppo H di qualificazione per gli Europei di Francia 2016 da parte della Croazia, non meno di una settimana fa, all’umiliazione di un esonero, fulmineo quanto inaspettato, il passo è stato breve. Il tempo di tre giorni intercorso tra i due match disputati contro l’Azerbaigian e contro la Norvegia, rispettivamente un inatteso pareggio per 0-0 e una brutta sconfitta per 2-0, una tre giorni da incubo per la nazionale croata che ora si ritrova terza in classifica a -4 dall’Italia e a -2 dalla Norvegia a battagliare per un posto da conquistare per l’accesso alle fasi finali del torneo internazionale per nazioni e senza allenatore.

Una doppietta fatale dunque per il 43enne Kovac che a neanche due anni dall’inizio del suo incarico (la nomina era avvenuta il 16 ottobre 2013, quando Kovac aveva rilevato l’incarico subentrando all’esonerato Stimac) si vede costretto a passare il testimone, probabilmente a Ante Cacic (a breve l’annuncio) attuale allenatore della Lokomotiva Zagabria.

Qualcosa evidentemente si deve essere rotto nel gruppo della nazionale croata, affiatatissimo all’inizio della fase di qualificazione. Dopo il pareggio con l’Italia, condito di polemiche per il gesto della svastica disegnato in campo degli ultrà biancorossi e la relativa sanzione. È noto infatti che Modric, stella della Croazia e del Real Madrid, non ha gradito le critiche del c.t. sulla mancanza d’impegno dei giocatori nelle gare di settembre (“Ho visto una squadra senza cuore” aveva dichiarato Kovac alla stampa croata). Dopo le due ultime gare a dir poco opache il presidente federale Suker ha deciso in maniera repentina di cambiare conduzione tecnica: “Io e Kovac abbiamo parlato come due amici, lui ha accettato la decisione da vero signore. Entro il 21 settembre conoscerete il nome del nuovo commissario tecnico“.