È come il vino: più invecchia e più è buono. Con la tripletta all’Atletico sono 399 i gol di Cristiano Ronaldo per il Real Madrid in 389 partite. Prenotato un posto per Cardiff, fa un balzo in avanti verso il Pallone d’Oro.

Da CR7 a CR9

Tra Bayern e Colchoneros sono suoi otto dei nove centri Blancos. Che conducono a 104 gol complessivi in Champions, 13 nelle semifinali. I primi mesi del 2017 certificano la trasformazione definitiva a centravanti puro. E che centravanti. Una forza della natura, che distrugge ogni difesa. Lo strapotere fisico degli anni d’oro se n’è sì andato, lasciando tuttavia posto a un giocatore che fa della concretezza un tratto distintivo.

L’evoluzione della specie

Anziché allargarsi sulla fascia sinistra, cercando l’uno contro uno, aspetta sornione in area nemica. Nel colpo di testa e nella conclusione di prima intenzione è cresciuto ulteriormente. Aiutato da un fisico statuario, che gli permette di vincere i confronti diretti anche coi più arcigni difensori in circolazione. “Oggi dobbiamo fare i complimenti a tutta la squadra, è stata strepitosa – ha detto in conferenza stampa dopo la tripletta all’Atletico -. Io ho segnato tre reti ma tutti hanno giocato bene dall’inizio alla fine, i miei goal sono figli ddi un processo naturale. Meritavamo una partita come questa”.

Tutti in piedi per Cristiano Ronaldo

“Oggi abbiamo giocato una partita totale – ha continuato il portoghese -. Abbiamo un buon vantaggio adesso ma sappiamo che l’Atletico è molto forte e che non è ancora finita. Loro non sono in semifinale per caso, servirà grande concentrazione al ritorno”. Dopo l’ennesima dimostrazione da fuoriclasse assoluto che rispondono a coloro che di recente hanno osato fischiarlo nel suo Bernabeu. Una standing ovation meritatissima sancisce la pace. “Io cerco sempre di dare tutto, chiedo solo di non essere fischiato”, ha concluso CR7. Che intravede già il quinto Pallone d’Oro. Eguagliando l’eterno rivale Messi.