Da un punto di vista prettamente mediatico, nonché “social” l’annosa “querelle” sportiva tra i due mostri sacri del calcio Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, non c’è partita perché l’acronimo CR7 ormai è un brand che garantisce una massa critica notevole di movimenti mediatici, generando casse di risonanze su vastissima scala. Come in occasione di uno spot pubblicitario girato per la tv via cavo israeliana Hot che lo ha visto protagonista in uno scenario molto ambiguo, benché dal tenore assai scherzoso, dove in uno spogliatoio di una squadra di calcio lo vede protagonista insieme a tre comici israeliani.

La stessa star (in tutti i sensi) del Real Madrid ha twittato inequivocabilmente sul suo profilo ufficiale il fatto annunciando:”Corrono voci che io stia per diventare una star in Israele. Non per il calcio, ma per una pubblicità della Hot”. La situazione mostra tre giocatori di una squadra di calcio che attendono l’arrivo del nuovo acquisto. Mentre si aspettano di essere raggiunti da questo rinforzo molto atteso nel quale però non nutrono molta fiducia, si presenta al loro cospetto Cristiano Ronaldo, il tre volte Pallone d’Oro dei Galacticos, il quale chiarisce subito che il 7 è il suo numero e che dunque il giocatore con quella maglia deve immediatamente togliersela. Il giocatore acconsente di buon grado, tanto quel numero c’è l’ha tatuato sul petto.

https://twitter.com/Cristiano/status/697434037682622464

La réclame ha scatenato inevitabilmente il putiferio sui social media e il profilo Twitter del fuoriclasse portoghese è stato subissato di insulti e improperi da parte di molti palestinesi che non hanno affatto gradito la presenza di una stella di prima grandezza del calcio mondiale come CR7 in uno spot realizzato da una tv israeliana. Anche se di fatto la clip non è stata girata solo in Israele e Ronaldo ha posato comodamente in un set spagnolo (trucco poi effettuato in post-produzione con l’antichissima tecnica del campo e controcampo), ciò è bastato a scatenare le ire di tanti tifosi palestinesi e dei numerosissimi immancabili “haters”, magari supporter del rivale Messi. Ma per la questione del numero tatuato sulla pelle, c’è anche chi tra le fila della controparte israeliana non l’ha presa per niente bene.