Il lato paradossalmente negativo del chiamarsi Cristiano Ronaldo – ma la cosa, anche se al portoghese potrebbe non far troppo piacere, vale ugualmente per Leo Messi – è che si raggiunge un punto in cui si è talmente forti, talmente prolifici, talmente irresistibili, che i record che si infrangono con pendolare costanza finiscono quasi per passare inosservati. In Italia abbiamo giustamente celebrato ogni grande attaccante in grado di scollinare quota 30 gol stagionali. Ecco: Cristiano Ronaldo, nel match di sabato contro il Malaga, ha appena bruciato i 50 gol da agosto ad aprile. Roba pazzesca, se non fosse che ormai è diventata un’abitudine. E infatti il record non risiede tanto nell’aver segnato mezzo quintale di gol anche nel 2014-2015, ma nell’averlo fatto per la quinta stagione consecutiva.

Una mostruosità, adombrata forse nel recente passato dagli altri strabilianti primati fatti segnare dal suo collega-rivale Messi, sua antitesi tranne che per quanto riguarda il killer instinct (quello è lo stesso), ma non meno stupefacente. Ancora più dell’argentino, CR7 è l’effige vivente di tutto ciò di buono si possa sperare di ricevere da un attaccante: lui non ha difetti apparenti, è più completo ed eclettico della Pulce Mannara e ha saputo mettere in mostra le sue formidabili qualità in più di un contesto. Era una macchina da gol anche quando giocava al Manchester United, Ronaldo, benché in Inghilterra, anche per questioni di inquadramento tattico (a lungo è stato impiegato da Alex Ferguson come ala pura), non avesse mai raggiunto certi livelli dal punto di vista realizzativo. Da quando è passato a Madrid, nell’estate del 2009, il portoghese si è trasformato nell’attaccante totale.

CR7 è già entrato nella storia del calcio mondiale e di quella del Real Madrid in generale, grazie soprattutto ai due Palloni d’Oro consecutivi (tre in totale, dopo quello del 2008 in maglia United) e alla fantascientifica Champions League 2013-2014, quella culminata con la sospiratissima Decima e il record di gol nella manifestazione (17, mai nessuno ci era riuscito). E non finisce qui, all’orizzonte c’è un altro record. Con 302 reti in 291 partite ufficiali, Ronaldo è già il terzo marcatore di ogni tempo della gloriosa Casa Blanca. Davanti a lui ci sono le due più importanti icone del madridismo: Alfredo Di Stefano, a 308 reti, e Raul Gonzalez Blanco, a 323. Per la Saeta Rubia è solo questione di settimane e poi sarà sorpasso: per Raul ci vorrà probabilmente un altro scampolo di stagione, ragionevolmente non oltre il dicembre 2015. Per entrambi, il destino è già segnato: tra poco, sarà Cristiano Ronaldo il più prolifico attaccante della storia del club più importante del mondo.