Ogni calciomercato che si rispetti, da qualche anno a questa parte inizia con dei rumors tonitruanti sul possibile addio di Cristiano Ronaldo al Real Madrid e anche in questo caso, a inizio giugno, prima degli Europei di Francia, c’era chi era pronto a scommettere che questa fosse la volta buona nella quale Ronaldo fosse pronto ad accettare i fantamilioni degli sceicchi qatarioti del Psg, che oltre a cifre astronomiche da destinare alle casse della Casa Blanca erano pronti a ricoprire d’oro il fenomeno portoghese. Poi, come ogni anno, finisce nell’unico modo possibile: Ronaldo prolunga il contratto con le Merengues.

E se hai un procuratore che si chiama Jorge Mendes e gli capita di essere praticamente l’imperatore delle procure sportive dell’intero orbe terracqueo, da Gestifute a quote non esplicitamente riconosciute di diverse TPO sparse per il mondo (non ultima Doyen Sports), non può che finire così ogni anno. Perché club come il Psg, indirettamente legato a Mendes, fanno proprio il gioco di Mendes, ovvero quello di strillare offerte monstre per poi far sì che i clamori di una possibile cessione vengano superati dai clamori di un rinnovo ancor più solido dell’anno (o degli anni) precedente col club d’appartenenza.

La strategia dunque nel caso di Cristiano Ronaldo non è, come in molti altri casi analoghi, quella di fargli cambiare club ogni due anni e ogni due anni intascare le commissioni per la compravendita. No, perché in questo caso le commissioni da intascare sono ben più sostanziose se legate ai continui rinnovi contrattuali. E nel frattempo ci guadagna enormemente il giocatore a livello d’immagine, che si lega come bandiera inossidabile al club dando e ricevendo a sua volta ancor più consenso e prestigio. E soldi, dal club e dagli sponsor.

Così CR7, Mendes e Florentino Perez si incontreranno a breve per apporre la firma su un contratto che prolungherà quello già in essere in scadenza nel 2018, di altri 3 anni, fino al 2021. Praticamente a vita perché Ronaldo nel 2021 avrà 36 anni. Ma potrebbe essere ancora appetibile dai mercati (medio)orientali o statunitensi. Un contratto che lo vedrà ancora al top assoluto degli ingaggi con 21 milioni di euro netti  a stagione.