Bel periodo, per Cristiano Doni (foto by InfoPhoto). Dopo tutti gli scandali in cui si è trovato coinvolto (o meglio, in cui si è infilato con le proprie mani), l’ex bandiera dell’Atalanta si trova ora a fronteggiare un’accusa di rapina. Il pm Giancarlo Mancusi lo ha infatti iscritto nel registro degli indagati in seguito a un episodio risalente al 21 settembre scorso, che ha visto coinvolto, oltre a Doni, anche un fotografo dell’agenzia Fotogramma, nei pressi di un noto ristorante del centro di Bergamo.

Doni, che dopo lo scandalo del calcioscommesse aveva preso baracca e burattini e si era trasferito a Palma de Maiorca, era tornato dopo oltre due anni nella sua città elettiva per far visita ai familiari e si era recato a mangiare in compagnia di moglie, figli e suoceri in un ristorante posto proprio nei pressi della redazione del Corriere di Bergamo. Inevitabile il passaggio successivo, ovvero la spedizione di un fotografo nel locale per immortalare qualche istantanea del rinnegato (rigorosamente tra virgolette) atalantino, nonché ex azzurro. Secondo la ricostruzione resa dal fotografo agli avvocati, Doni si sarebbe accorto della sua presenza e, dopo avergli urlato “avvoltoio!”, avrebbe strattonato il fotoreporter, costringendolo a consegnargli la scheda di memoria della macchina fotografica, per poi filarsela col maltolto. Evidentemente non per scopo di lucro, ma più che sufficiente per far scattare la denuncia per rapina. Quella testa è sempre più bassa.