La sconfitta di sabato sera contro l’Inter ha inevitabilmente allargato la crisi Roma, ormai non più un problema per la singola stagione ma per l’intero progetto Pallotta-Garcia. L’inaccettabile crollo di rendimento rispetto alla prima parte di stagione e soprattutto rispetto all’anno scorso, caratterizzato da una sequenza imbarazzante di pareggi, dall’incapacità di vincere all’Olimpico, da una sterilità offensiva conclamata e dalla rigidità tattica dell’allenatore, porterà necessariamente a cambiamenti radicali la prossima estate, sia dal punto di vista dirigenziale che da quello della squadra, tecnico e giocatori-chiave compresi.

Chi ci mette la faccia, nonostante sia poi uno dei più bersagliati dalla tifoseria inferocita e rassegnata al tempo stesso, è Miralem Pjanic. Fedelissimo di Garcia, nel dopogara di San Siro il bosniaco ha pronunciato ai microfoni di Mediaset Premium parole che hanno sollevato un polverone in quel di Trigoria: “Non riusciamo più a vincere, è difficile da accettare. Sono cambiate tante cose da inizio stagione, anche gli atteggiamenti sono sbagliati, sia durante gli allenamenti che in partita. Non dico cosa va cambiato, ma dobbiamo svegliarci, se vogliamo arrivare in alto“.

Ovviamente, a generare polemiche tra tifosi e addetti ai lavori, e risentimento nello spogliatoio giallorosso, è stato il riferimento di Pjanic a non meglio precisati “atteggiamenti sbagliati in allenamento e in partita“. Nonostante il bosniaco abbia ragione nella sostanza, come peraltro confermato dallo stesso Rudi Garcia (“Ha ragione, dobbiamo essere più concentrati“), a buona parte dei suoi compagni non è piaciuto per nulla il fatto di sbandierare in pubblico le dinamiche interne alla squadra. In particolare, secondo la Gazzetta dello Sport, quelle frasi non sono piaciute a Iturbe, Gervinho, e Ljajic.

Non è la prima volta che in casa giallorossa si verificano situazioni di questo genere. Ricordiamo tutti, per esempio, l’improvvida sparata di Morgan De Sanctis contro i suoi compagni del reparto difensivo nell’immediato postpartita di CSKA Mosca-Roma, gara che compromise seriamente la qualificazione alla Champions League di Totti e compagni. Nonostante fosse lui il primo colpevole sul gol dei russi, infatti, in tv il portiere se la prese con la squadra che aveva perso il pallone decisivo. Uno scaricabarile poi parzialmente ritrattato da De Sanctis, ma che fu fedele testimone di uno spogliatoio tutt’altro che compatto già in dicembre. E le frasi di Pjanic non fanno che ribadire il concetto.