E alla fine anche la pareggite della Roma è terminata, però lo “strano morbo” si è concluso nella peggiore delle maniere poiché i 10 pareggi nelle ultime 14 gare ufficiali o, se si preferisce, 9 nelle ultime 10, hanno trovato il loro culmine nella sconfitta per 2-0 contro la Sampdoria nel posticipo serale del lunedì della 27a giornata di campionato. Altra nota negativa, il fatto che la serie infinita di pareggi non è stata interrotta da una sconfitta qualunque ma da una débacle casalinga, e all’Olimpico la Roma del campionato 2014-2015 non aveva mai perso. Poi, naturalmente, oltre al danno giunge anche la beffa di una Lazio fantasmagorica che forte dei 3 punti conquistati col Torino è arrivata minacciosamente ad alitare sul collo della Lupa a -1 in classifica dai giallorossi.

Tutto oggettivamente troppo anche per Garcia che ai microfoni del post-partita ha sentenziato: “Sono sereno e tranquillo, ho imparato a innamorarmi di questa Roma e di questa città, ma non sarò mai un peso per questo club. Faremo i conti alla fine della stagione“. Insomma, da quel “Vinceremo lo scudetto” di qualche mese fa al “Dobbiamo difendere il secondo posto” fino al “Faremo i conti a fine stagione” c’è un’escalation inequivocabile che fornisce chiare ed evidenti informazioni sulla rottura tra Garcia e la società e che tutto lascia supporre un addio dichiarato da parte del francese alla Roma a giugno. Una rottura forse inevitabile se si considera tutto il perdurare di una sintomatologia da qualche mese a questa parte, uno stato critico al quale il tecnico ex Lilla non ha saputo, vuoi per un reparto infortunistico sempre pieno, vuoi per una crisi di gioco e di risultati, rimediare.

I fischi piovuti nel finale di partita giungono decisamente impietosi all’indirizzo di una squadra che contro la Samp non ha neppure giocato male. Ma lo 0-2, la sostituzione di capitan Totti, il gioco a tratti inconcludente, sono tutti elementi probatori che hanno inevitabilmente messo Garcia di fronte alle sue responsabilità. La piazza romana d’altronde, sulla base di una stagione fantastica vissuta lo scorso anno ha creduto, dato fiducia, atteso, tenuto duro ma alla fine di fronte a una situazione di oggettivo sfaldamento da parte di una squadra che ha pure avuto la sfortuna – se così si può dire – di incontrare nel momento peggiore una Sampdoria che sta mostrando tutta l’esuberante personalità di Mihajlovic, ha ceduto le armi scegliendo la strada della contestazione.