Giampietro Manenti non ne vuole sapere di farsi da parte. Nonostante al momento, come avevamo raccontato sabato, l’unica ipotesi percorribile per evitare che la crisi Parma giunga a conclusioni irreparabili sembri essere quella del fallimento pilotato, sotto la guida di Lega Calcio e FIGC, e nonostante gli inviti espliciti da parte di Carlo Tavecchio e del sindaco Federico Pizzarotti, il presidente senza portafoglio del club gialloblu non ha alcuna intenzione di consegnare i libri in tribunale, conditio sine qua non perché si riesca in questa avventurosa manovra di salvataggio (più della regolarità del campionato che del Parma stesso, a dire il vero). Intervenuto ai microfoni di Radio Parma, Manenti ha dichiarato di essere al lavoro “per il futuro del Parma. Portare i libri in tribunale? A dire il vero stiamo facendo l’esatto contrario, non mollo il club“, confermando al contempo la sua presenza al vertice di domani con Pizzarotti.

Ed ecco che una situazione già ingarbugliata rischia di diventare un intrico irresolubile. Di per sé, quella del fallimento pilotato è solamente una soluzione-ponte, che consentirebbe sì al Parma di concludere in campionato, salvando faccia e borsello di FIGC e Lega Calcio (che altrimenti sarebbero esposte alla possibilità di azioni legali da parte di terzi, danneggiati dall’eventuale cancellazione del club dalla Serie A, vedi pay tv, sponsor e abbonati), ma che rimanderebbe semplicemente la resa dei conti a fine stagione. Una soluzione parziale e insoddisfacente, dunque, ma comunque l’unica concretamente attuabile, almeno finché non appaiano dal Vicino Oriente i soldi promessi dall’ineffabile Manenti. Il problema è che il tempo stringe, visto che alla quarta rinuncia a scendere in campo il Parma verrebbe escluso automaticamente dal campionato, e nessuno può costringere Manenti a sventolare bandiera bianca e consegnare i libri in tribunale.

Nel frattempo, sperando che domani il sindaco Pizzarotti riesca nel miracolo diplomatico di convincere alla resa il presidente gialloblu, a Collecchio si è vissuta un’altra giornata all’insegna del grottesco. Stamane, infatti, si sono nuovamente presentati gli ufficiali giudiziari, questa volta per disporre il sequestro di attrezzature mediche di servizio alla palestra della squadra, dal valore approssimativo di 500mila euro, dopo che nei giorni scorsi avevano provveduto a portar via l’auto in dotazione allo staff sanitario. E in tutto questo la squadra ha ripreso ad allenarsi in vista della gara che (forse) giocherà domenica prossima contro la Sampdoria: “Se non ci sarà il pullman a disposizione“, ha detto capitan Lucarelli, “ci andremo da soli a spese nostre con 4-5 macchine“. Una zingarata tra amici. Solo che questa dovrebbe essere la Serie A.