La Lega Calcio ha finalmente deciso di intervenire sulla crisi Parma e lo ha fatto approvando il piano di salvataggio proposto dal presidente federale Carlo Tavecchio. L’ufficialità è arrivata poco prima delle 16, al termine della votazione che ha chiuso la delicatissima assemblea in via Rosellini, iniziata tra perplessità e malumori espressi soprattutto da Maurizio Zamparini, Enrico Preziosi e Giorgio Lugaresi, numero uno del Cesena, e alla quale non ha partecipato Giampietro Manenti.

Crisi Parma, ecco il piano di salvataggio

Il salvataggio del club ducale si fonda sul prestito di circa 5 milioni di euro, detratti dal fondo multe alimentato dalle varie ammende comminate alle società da parte del giudice sportivo, soldi che verranno girati al curatore fallimentare del Parma, dopo che il prossimo 19 marzo il Tribunale dichiarerà il fallimento del club. C’è una conditio sine qua non perché il piano vada in porto: i giocatori del Parma dovranno necessariamente scendere in campo sia domenica contro l’Atalanta, sia settimana prossima contro il Sassuolo. In caso contrario, infatti, avendo già saltato due partite (contro Udinese e Genoa), si arriverebbe a quella quota di quattro partite rinviate consecutivamente che farebbero scattare in automatico l’esclusione del Parma dal campionato, con effetti deleteri per la regolarità, già peraltro compromessa, del torneo stesso. Il piano verrà presentato nelle prossime ore da Carlo Tavecchio alla squadra gialloblu e all’Assocalciatori.

Intanto, questa mattina era arrivata anche il parere favorevole del Gruppo Operativo Sicurezza della Questura di Parma in merito al regolare svolgimento di Parma-Atalanta, in programma domenica alle ore 15 allo stadio Tardini. I fornitori dei servizi che lavorano da anni con il club (per quanto riguarda gli steward, gli addetti sanitari e l’erogazione delle utenze) hanno infatti dato la loro disponibilità a coprire i costi necessari all’organizzazione del match, senza nemmeno il bisogno della garanzia che comunque Erreà, sponsor tecnico del Parma, aveva assicurato di poter fornire.

Anche Pietro Leonardi indagato

Non solo Tommaso Ghirardi. Tra i nomi presenti nel fascicolo aperto dalla Procura in merito all’ipotesi di bancarotta fraudolenta del Parma FC c’è anche quello dell’ex direttore generale Pietro Leonardi, dimessosi pochi giorni fa per motivi di salute. Come Ghirardi, anche Leonardi si è detto estraneo ai fatti ma disposto a collaborare con gli inquirenti.