La crisi Parma non sembra conoscere fine. Il precipitare della situazione finanziaria del club, in un clima che ormai oscilla tra l’isteria, la rassegnazione e la farsa, ha costretto prefettura e Lega Calcio a ordinare la sospensione della gara con l’Udinese, prevista per domenica e rinviata a data da destinarsi. La notizia aveva preso a circolare in mattinata ed è stata confermata pochi minuti fa dal ds del club friulano Giaretta e da capitan Di Natale, che ha anche approfittato per esprimere solidarietà ai colleghi del Parma.

A Collecchio, nel frattempo, si è concluso il vertice tra il presidente (sic) del Parma, Giampietro Manenti, l’assessore allo sport Marani, il sindaco Pizzarotti, alcuni rappresentanti della Federcalcio e i giocatori. In realtà avrebbe dovuto essere un’assemblea dei soci per la composizione del nuovo cda, ma nessuno dei soci di minoranza si è presentato, e questo già la dice lunga. Al termine dell’incontro, Pizzarotti ha confermato di non aver visto alcuna garanzia dei presunti pagamenti in arrivo dall’Europa orientale e di aver rilevato “molti punti oscuri”.

Intanto emergono altri particolari inquietanti sulla rottura, probabilmente definitiva, tra dipendenti del Parma e il presidente Manenti. Com’è noto, la messa in mora era stata evitata lo scorso 16 febbraio dal fatto che Manenti aveva mostrato ai giocatori il CRO dei bonifici contenenti i pagamenti arretrati, ovvero il codice che dimostra l’avvenuto invio del bonifico stesso. A quanto pare, alcuni dei più diffidenti hanno fatto controllare a un istituto bancario di loro fiducia l’autenticità di quei codici e la risposta è stata raggelante: il CRO era falso. Arrivati a questo punto, la messa in mora scatterà lunedì al più tardi. Sempre che Manenti non tiri fuori dal cilindro un coniglio più convincente.

A proposito di falsi d’autore. Siccome le tragedie non vanno mai da sole, la Procura di Parma ha aperto un fascicolo d’indagine per truffa e falso contro ignoti riguardante la vecchia gestione del club, quella di Tommaso Ghirardi: in poche parole, il Parma avrebbe ottenuto un finanziamento di 4 milioni di euro da parte di una banca tedesca, presentando come garanzia un credito di 1 milione che il Parma stesso avrebbe vantato nei confronti di Erreà, suo sponsor tecnico. Peccato che, secondo la stessa Erreà, quel documento sarebbe stato falsificato.