Siccome da qualche giorno a questa parte non c’erano stati altri sviluppi in negativo della crisi Parma, ci ha pensato il Tribunale della FIGC a rendere più movimentata la situazione, penalizzando di altri due punti in classifica la squadra di Roberto Donadoni per le inadempienze nei pagamenti degli stipendi nei confronti dei suoi tesserati. Decisione che non fa una grinza dal punto di vista regolamentare, purtroppo, così come è ineccepibile la squalifica di 4 mesi inflitta dallo stesso Tribunale federale all’ex presidente Tommaso Ghirardi e all’ex direttore generale Pietro Leonardi, benché è facile immaginare come non sia questa inibizione a turbare i sonni del gatto e la volpe.

Con questa ulteriore penalizzazione, dunque, il Parma saluta la doppia cifra in Serie A (da 11 a 9): non che cambi granché, dal momento che la retrocessione in Serie B è ormai considerata non solo inevitabile, ma anche desiderabile – l’alternativa è sprofondare nelle serie minori, in caso di fallimento. A questo proposito, giova ricordare che mancano soltanto sei giorni all’appuntamento cruciale del 19 marzo, giorno nel quale il Tribunale fallimentare procederà a nominare un curatore che gestisca il trapasso amministrativo di uno dei club più vincenti in Europa negli anni Novanta, utilizzando i famosi 5 milioni di euro messi a disposizione dalla Lega Calcio per traghettare la bagnarola gialloblu fino al termine di questa stagione da incubo. A meno che, ovviamente, Giampietro Manenti, fino a prova contraria presidente del Parma FC, non si travesta da deus ex machina e riesca a farsi approvare quel piano di salvataggio che tra poco diventerà rintracciabile sui vocabolari alla voce “barzelletta”.

Nel frattempo, la Gazzetta di Parma ha illustrato le singolari modalità di pagamento degli stipendi ai tempi di Ghirardi. Secondo il quotidiano emiliano, infatti, l’ex presidente gialloblu, per convincere i calciatori dagli ingaggi più ingombranti a spalmarsi lo stipendio in più anni, con tanto di prolungamento del contratto, avrebbe offerto loro degli appartamenti a Carpenedolo, feudo della sua famiglia. Case in cambio di contratti, insomma. Cristian Zaccardo, oggi al Milan, sarebbe diventato così proprietario di ben sette appartamenti, e anche l’attuale capitano del Parma Cristiano Lucarelli ne avrebbe ottenuto uno in questo modo.