Il Milan di Silvio Berlusconi, il Milan di Barbara Berlusconi. Il passaggio è breve ma preciso: ciao papà Silvio, ora sarà tutto in mano della figlia del Cavaliere. O forse, sarà così. Eh, già, perché di mezzo c’è anche Adriano Galliani, vicepresidente e amministratore delegato del Milan. Che, a conti fatti, sarebbe privato della sua leadership indiscussa all’interno della società rossonera.

La guerra tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani è cominciata: la panchina di Massimiliano Allegri, sempre difeso dall’attuale ad rossonero, traballa. Barbara spinge per la nomina e promozione di Filippo Inzaghi, ma questa faida interna rischia di minare seriamente la serenità all’interno del club. Nella grave crisi del Milan, si apre dunque anche il fronte del regolamento di conti interno fra l’erede e Galliani.

Il geometra di Monza conosce vita, morte e miracoli del club, essendone stato sempre il plenipotenziario, esercitando un potere pressoché assoluto nella gestione operativa per 28 anni. Ora, però, lo scontro con Barbara è divenuto di dominio pubblico: “Il presidente del Milan, Silvio Berlusconi ha avuto un colloquio con la figlia Barbara che ha chiesto al padre un deciso cambio di rotta nella gestione della società, notando che nelle ultime due campagne acquisti il Milan non ha speso poco, ma male”. Dunque, il problema del Milan sarebbe stata la mancata programmazione, l’assenza di una moderna rete di osservatori e una campagna acquisti e cessioni sbagliata. Ergo: tutta colpa di Galliani.

Barbara Berlusconi, consigliere d’amministrazione del Milan, ha chiesto al padre, Silvio Berlusconi, presidente onorario e proprietario del Milan, “un deciso cambio di rotta nella gestione della società”. Sconfessato l’operato di Galliani. Ma ora cosa accadrà? Mandare via una persona che sa tutto della società, nella quale ha fatto il bello e il brutto tempo per 28 anni, non è così facile: lauta liquidazione in vista?