La sconfitta contro la Juventus ha fatto malissimo e non solo in termini di classifica. Roberto Mancini, in silenzio stampa, non si è ancora pronunciato ma è chiaro che il momento è davvero di quelli critici perché i punti persi rispetto, non solo alle squadre di vertice come Juventus e Napoli, sono tantissimi tanto che ora l’Inter è a ben 5 punti dal terzo posto, occupato da Fiorentina e Roma e ha solo un punto più del Milan, distante anni luce non meno di un mese e mezzo fa. Oltre agli scontri diretti persi nei due derby, d’Italia e della Madonnina, i nerazzurri hanno racimolato pochissimi punti anche con squadre di medio-bassa classifica, ma adesso la pazienza è finita.

Col Mancio silente, gli interventi del vicepresidente Javier Zanetti (non durissimo ma deciso e severo) e, soprattutto, quello del d.s. Piero Ausilio, perentorio e molto diretto nei confronti dei giocatori, definiti “senza attributi”, hanno scosso l’ambiente mettendo in evidenza la situazione delicata nella quale gli equilibri di squadra e club (senza contare, come corollario, la serie di problemi finanziari attraversati dalla società: conti in rosso, quote probabilmente prossime alla cessione da parte dell’ex presidente Moratti e finanziatori inesistenti) stanno viaggiando su un pericolosissimo crinale.

Mancini rischia, questo è sicuro. Ma non adesso, perché il progetto Inter va e andrà avanti con lui fino a fine stagione, quando si tireranno le somme e quando scadrà il contratto del tecnico marchigiano. Chiaramente il discrimen è la qualificazione in Champions League, autentico obiettivo stagionale dell’Inter. Anche la qualificazione in Europa League – ammessa e non concessa, visto l’andazzo – potrebbe non bastare a salvare le sorti del Mancio che però, dal canto suo, secondo alcuni rumors avrebbe già un piede (per non essere più volgari) sulla panchina della Nazionale, con Conte proiettato verso una probabile avventura in Premier League col Chelsea una volta conclusi gli Europei in Francia.

Thohir in sostanza, all’indomani della brutta sconfitta contro la Juve, avrebbe tuonato in call-conference intimando una sorta di ultimatum alla squadra, sul fato di assumere un atteggiamento e una mentalità da giocatori dell’Inter e a Mancini – che con la sua condotta, le sue scelte e il suo mercato, ha sicuramente molte responsabilità in tutto questo – di ottenere un poker di vittorie nelle prossime quattro gare, ovvero con Palermo, Bologna, Roma e Torino, per risollevarsi subito da tale rovinosa caduta e ripartire all’assalto del terzo posto. Obiettivo inderogabile, al di là dei discorsi di facciata, al quale Thohir non può assolutamente rinunciare.