Mentre infuria la caccia alle streghe delle istituzioni calcistiche, nel nome di quella malattia ereditaria nazionale che si chiama “bigottismo”, uno dei diretti interessati alla questione-discriminazione, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis (foto by InfoPhoto), si dimostra ancora una volta più saggio e razionale di molti altri politici del calcio. Intervenuto a un convegno sulla cittadinanza sportiva, De Laurentiis ha detto la sua sui cori discriminatori (?) dello Juventus Stadium che sono costati la squalifica alle curve bianconere:

Quando vedo migliaia di persone negli stadi che insultano un popolo con frasi che non voglio ripetere non lo trovo disgustoso. Possiamo discutere sul Vesuvio che, come scritto da qualcuno, dovrebbe ricoprire tutto. Io sono dissacrante, ci rido e mi diverto. Lo prendo come uno sfottò e come un incitamento per una città che da anni, anzi da secoli, aspetta il risveglio“.

Niente benzina sul fuoco, dunque. Tutto il contrario, il consiglio delaurentiano è quello di prendersi meno sul serio. Meno livore, meno suscettibilità, meno confusione sui termini (discriminazione e ingiuria sono concetti leggermente diversi), un po’ più di autostima: farebbe bene a tutti, a cominciare da Napoli stessa.