Abbiamo già scritto ieri della folle squalifica di San Siro a causa del famigerato coro “noi non siamo napoletani” intonato dai sostenitori rossoneri durante Juventus-Milan, intercettato dall’udito canino degli ispettori della Procura Federale, e considerato passabile di punizione dantesca da parte del giudice sportivo Torq…, ehm, Tosel. E abbiamo già sviscerato con dovizia di particolari l’insensatezza di una simile decisione, da qualunque punto di vista la si guardi. Oggi, dunque, ci vogliamo occupare di qualcosa di diverso: di otorinolaringologia.

Ci sono dei casi in cui il cervello umano, per isolare ciò che vuole davvero sentire dalla congerie di rumori di sottofondo, applica il cosiddetto “ascolto selettivo”: in pratica, l’orecchio percepisce tutto l’insieme dei suoni, ma la corteccia cerebrale ne immagazzina solo una parte, ovvero quello che il soggetto vuole sentire. Dev’essere quello che è accaduto agli uomini della Procura Federale durante l’ultimo Juventus-Milan: concentrati com’erano a percepire ogni minima vibrazione dal sapore vagamente discriminatorio (!) proveniente da 800 persone del settore ospiti, i loro agglomerati neurali si sono fatti scivolare addosso i cori, ben più consistenti, proveniente dalla curva bianconera. Ecco il video:

Il coro in questione è decifrabile come un: “quel settore lì, quel settore lì, quel settore lì sembra Napoli, che schifo!”. Volendo applicare la stupida mannaia del bigottismo repressivo – come se l’educazione si insegnasse a colpi di sanzioni – dovremmo concludere che questo coro è offensivo quanto, o forse di più, del “noi non siamo napoletani” di cui è stata accusata la tifoseria rossonera. Peraltro, una rapida ricerca su Youtube vi consentirà di stabilire come cori simili siano stati intonati a pieni polmoni anche durante i recentissimi Chievo-Juventus e Juventus-Verona.

Naturalmente, non si vuole sostenere che la tifoseria juventina debba essere oggetto della medesima, dissennata persecuzione moralista a cui è sottoposta al momento quella rossonera: ci si limita a chiedersi legittimamente come sia possibile una tale, incredibile disparità di trattamento. Forse il mitologico Palazzo ha smesso di “voler spingere in Champions League il Milan”, come sostenevano alcuni curiosi personaggi dalla cospicua sudorazione. O forse, semplicemente, una norma ingiusta e isterica non può che portare a risultati ingiusti e isterici.