Sarà pure la peggio organizzata delle competizioni, nonché la più brutta esteticamente e la più snobbata, ma almeno dal punto di vista delle clamorose sorprese la Coppa Italia non delude. Dopo l’incredibile eliminazione del Genoa per mano dell’Alessandria, prima squadra di LegaPro ad approdare ai quarti di finale di questa manifestazione (e i grigi avevano già fatto fuori il Palermo), ora è la volta di un altro rovescio eccellente e ancora più roboante: quello della Roma di Rudi Garcia, sconfitta all’Olimpico dallo Spezia (11esimo in classifica in Serie B) dopo i calci di rigore.

Prestazione orribile dei giallorossi, che per la terza partita consecutiva non riescono a schiodare il risultato dallo 0-0 nonostante Garcia avesse scelto di schierare molti titolari per quello che era diventato (suo malgrado) un appuntamento da non fallire a tutti i costi. Lo Spezia, sostenuto da 3mila tifosi ancora più rumorosi nel deserto dell’Olimpico, ha giocato meglio, sfiorando il vantaggio tre volte nella prima mezzora con Brezovec (due volte) e Nené. Solo nella ripresa i giallorossi sono riusciti a farsi pericolosi dalle parti di Chichinzola, con Salah e Maicon, ma le occasioni migliori capitano ancora ai liguri, che vanno vicini al vantaggio con Catellani e Situm nel finale di gara.

Ai supplementari non succede praticamente nulla, e allora è la lotteria dei rigori a dover decidere il passaggio del turno. Come spesso accade in questi casi, il dischetto premia la squadra che ci arriva psicologicamente meglio: la Roma sbaglia subito i primi due rigori, ed è significativo che a fallire siano stati i due rigoristi principali della squadra, ovvero Dzeko e Pjanic; lo Spezia, invece, fa quattro su quattro. Il penalty di Acampora lancia i bianconeri verso il quarto di finale contro l’Alessandria e il sogno di una semifinale di Coppa Italia. Garcia, da parte sua, non può far altro che sprofondare.