E, finalmente… luci a San Siro. Eh già, ci volevano le due batoste subite dai nerazzurri dalla Juventus nell’andata di semifinale di Coppa Italia allo Stadium e, sempre allo Stadium, in campionato un 5-0 tondo tondo come aggregate (3-0 più 2-0) per affossare l’Inter in fatto di posizioni in classifica e di vergogna, vista l’entità dell’avversario. Ma nella serata del 2 marzo al Meazza è andato in scena il riscatto con i padroni di casa che inopinatamente divengono anche padroni del gioco sfiorando il miracolo della rimonta impossibile per poi veder infrangere il sogno ai rigori, contro una Juve infallibile dal dischetto.

Al di là dell’esito di (non) qualificazione per la finale (sarebbe stato un derby a dir poco entusiasmante col Milan) l’Inter ha dimostrato non solo di poter essere squadra, ma di avere anche gli attributi giusti per potersela giocare con chiunque, Juventus compresa. Sintomo del fatto che la strigliata arrivata all’indomani della sfida dello stadium in campionato da parte della dirigenza nerazzurra (in primis Ausilio e Thohir) all’indirizzo di giocatori e allenatore, è servita a qualcosa.

In finale ci va dunque la Juventus con un filino di gas, quello che ha trovato durante i supplementari anche grazie all’ingresso di Pogba che ha rinvigorito morale e centrocampo di una Juve quasi irriconoscibile, però l’Inter è stata davvero tanta roba. L’impressione è stata proprio quella di un risveglio dopo un lungo sonno (o, per meglio dire, incubo). Concentrazione in difesa anche in assenza della coppia di centrali titolare Miranda-Murillo (fuori per squalifica), belle trame a centrocampo, gran movimento davanti e sulle fasce e continue verticalizzazioni.

Il primo gol di Brozovic, quello che ha dato inizio alla danza della rimonta nerazzurra, è la fotografia della rabbia e dell’orgoglio nerazzurro: Medel sale a rapinare con le cattive il pallone dai piedi di Hernanes in uscita, assiste velocemente il croato che con gesto furtivo raccoglie e la mette nel sacco alle spalle di Neto. Il leitmotiv dell’impresa impossibile va comunque rintracciato nell’unione del gruppo, che si è ricompattato intorno a se stesso e a Mancini. Ognuno nell’Inter ha fatto la differenza, nessuno escluso. Certamente alcuni singoli come Medel, Juan Jesus, Brozovic, Eder e, soprattutto, Perisic, si sono resi protagonisti di un match memorabile, gettando il proverbiale cuore oltre l’ostacolo. Non è bastato. Ma ai tifosi sì.

La Juventus deve fare tesoro di questa sconfitta all’interno dei 90′. Allegri e i suoi non perdevano da tempo immemore, sia in campionato che nelle coppe. Faceva bene il tecnico bianconero a “non fidarsi dell’Inter” e ora dovrà non fidarsi di nessuno, specialmente del Bayern Monaco nel ritorno degli ottavi di Champions League e del Milan nella finalissima di Coppa Italia. E comunque vada, occorre sempre tener presente gli uomini prima dei moduli, la mentalità prima del gioco in sé. Ora chissà se l’Inter potrà davvero ripartire imprimendo una svolta decisiva alla propria stagione. Le potenzialità, come mostrato, le ha tutte.