Resta a galla la stagione del Milan e con essa la panchina di Sinisa Mihajlovic, grazie al 2-0 firmato Niang e Bacca con cui i rossoneri hanno fatto fuori la Sampdoria negli ottavi di finale di Coppa Italia. Successo meritato per il Diavolo, che pur esprimendosi a livelli tutt’altro che soddisfacenti è riuscito a costruire più occasioni da rete della squadra di Montella, volenterosa ma totalmente inoffensiva in attacco, anche e soprattutto a causa dell’assenza di Eder, e costretta a chiudere in 10 uomini per la sciocca espulsione di Zukanovic.

Sampdoria-Milan 0-2

La prospettiva di affrontare Carpi ai quarti e una tra Spezia e Alessandria in semifinale, e raggiungere così una finale di Coppa Italia che garantirebbe quasi certamente la qualificazione all’Europa League, è un’occasione troppo ghiotta per non giocarsi tutte le migliori carte. Mihajlovic (fischiatissimo a inizio gara dai suoi ex tifosi) lo capisce e sceglie di schierare la formazione titolare, con la sola eccezione di Abbiati in porta e Mexes in difesa al posto di Alex. Da parte sua, Montella è costretto a rinunciare al suo top scorer, Eder, e al suo posto lancia il baby Bonazzoli.

Nonostante questo, sono i blucerchiati a scendere in campo con la testa giusta e già dopo 4′ il match potrebbe svoltare: coast to coast di Soriano, col gentile benestare della disorientata difesa rossonera, e fallo di Bertolacci nei pressi della linea dell’area di rigore. Episodio non dissimile da quello che ha portato all’espulsione di De Jong contro il Verona, ma in questo caso l’arbitro Celi decide di punire l’ex genoano con il semplice giallo. Nei primi 20′ la partita la fa la Samp, anche se di pericoli dalle parti di Abbiati non se ne vedono, mentre i rossoneri sembrano la versione spaventata della squadra già tutt’altro che impressionante vista contro Carpi e Verona: reparti lontanissimi, nessuna idea di gioco corale e tutto, come al solito, nelle mani di Bonaventura.

Non è affatto un caso che sia l’esterno marchigiano a suonare la carica (si fa per dire), con un bello slalom sulla sinistra e tiro a incrociare che Viviano respinge di piede (23′). Nel giro dei successivi 4′ i rossoneri ci provano altre tre volte, sempre con Niang protagonista: il francese va a un passo dal gol con una splendida volée a lato di pochi centimetri, quindi con un tiro-cross che per poco Moisander non trasforma in autorete, e infine con una deviazione di testa su tiraccio al volo di De Sciglio, ma la traiettoria è centrale e Viviano si ritrova il pallone tra le mani. Il rush dura poco e il finale di primo tempo è ancora appannaggio dei doriani, che stavolta riescono anche a impegnare Abbiati con due tiri dalla distanza di Muriel e Carbonero, comunque non irresistibili.

Migliore l’approccio rossonero nella ripresa e i risultati non tardano ad arrivare. Al 50′ il Milan va in vantaggio: Bertolacci recupera un bel pallone a metà campo e porta avanti il contropiede, palla a Bacca che con un preciso tocco di esterno destro libera Niang davanti a Viviano, che non può nulla sul diagonale chirurgico del francese. Ma, come domenica scorsa, e come molte altre volte in questa stagione, la squadra di Mihajlovic prova subito a disfare quanto faticosamente costruito. Romagnoli perde palla, Mexes si fa saltare da Muriel con estrema superficialità e ci vuole un grande recupero di Kucka (forse il migliore tra i milanisti) a salvare la baracca. Al 64′ arriva la follia di Zukanovic, che rimedia due gialli in cinque secondi (il secondo per insulti all’arbitro) e lascia i suoi in 10 uomini con mezzora ancora da giocare. In questi 30 minuti succede pochissimo, col Milan impegnato a far trascorrere il tempo senza affondare i colpi, come invece farebbe una squadra dotata di un minimo di autostima contro un avversario sanguinante, e la Samp completamente impotente nonostante l’ingresso di un Cassano tondo come non mai. Il Milan tuttavia arretra troppo e per poco il barese non trova la beffa con un diagonale da fuori area che si spegne a lato di poco (91′). Ma all’ultimo minuto di recupero è Carlos Bacca a chiudere la pratica, sfruttando un bell’assist di Honda e infilando Viviano con una giocata nel breve degna di Romario (ma sì, siamo a Natale).

Il Milan vola ai quarti di finale, dove troverà il Carpi. La strada per la finale sembrerebbe spianata, ma la fragilità argillosa dell’anima di questa squadra non consente di dare nulla per scontato.