Il Milan prosegue la sua avventura in Coppa Italia, Mihajlovic prosegue la sua avventura nel Milan. Nessuna traccia di squilli di tromba e petali di rose dalla gelida notte di San Siro, ovviamente, ma la consueta dose di ansia, precarietà e senso di tragedia incombente, tranquilli che quella non manca mai, anche se l’avversario giace in zona retrocessione e fino a un paio di anni fa pascolava ai margini del calcio professionistico. Contava vincere, tuttavia, e i rossoneri hanno vinto, grazie alle reti di Bacca e Niang arrivate entrambe nella prima mezz’ora, l’unica frazione di gara in cui il Milan è sembrato per un attimo fare il Milan, cioè dominare contro una squadra che si chiama Carpi. Inutile, se non per spaventare i 12mila coraggiosi del Meazza, la rete in apertura di ripresa del neoacquisto Mancosu: in semifinale, tra sospiri e palpitazioni, ci vanno i rossoneri.

Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, di buono non c’è stato solo il passaggio del turno. In un certo senso, il match ha costituito la giustificazione di alcune scelte di mercato in uscita. Honda, che Mihajlovic ha finito per preferire a Cerci, si è reso protagonista di una buona prova e dopo l’assist dell’Olimpico per Kucka si è ripetuto, mandando in porta Bacca in occasione dell’1-0; e Niang, che ha di fatto messo Luiz Adriano sull’aereo per la Cina, ha siglato il gol del raddoppio con classe e freddezza. E poi c’è Carlos Bacca, che fortunatamente finora nessuno si è sognato di mettere in discussione. Il colombiano ha firmato il gol del vantaggio al 14’ con un numero pazzesco, prima superando il portiere con un dribbling praticamente in derapata e poi depositando in rete il pallone di rabona da posizione defilata (per la gioia del suo allenatore, che già contro il Palermo avrebbe voluto strangolarlo per una follia del genere); non contento, al 29’ ha fatto terra bruciata sulla sinistra con un’accelerazione da centometrista, per poi servire magistralmente il compagno di reparto con un assist di esterno destro per il 2-0.

Il bicchiere mezzo vuoto, invece, sta tutto nel modo inammissibile con cui il Milan si è fatto infinocchiare dal Carpi a inizio ripresa, in quella che è stata praticamente l’unica azione offensiva degli emiliani in 90’. Come contro il Frosinone, è bastato un corner imperfetto a scatenare una ripartenza letale per vie centrali: Lasagna ha sgroppato per trenta metri in beata solitudine, bruciando sullo scatto un De Sciglio senile e servendo al centro Mancosu, abbandonato al suo destino da Zapata, e per l’ex Bologna è stato uno scherzo battere Abbiati per il gol dell’1-2. Mihajlovic ha poche colpe se il suo difensore centrale decide follemente di raddoppiare il portatore di palla, sul quale c’era già De Sciglio, invece che curare da vicino il suo uomo, ma non è la prima volta che il Milan si fa sorprendere in questo modo quando perde palla in attacco: un rimedio va trovato. Per sua fortuna, il tempo non dovrebbe mancargli. Almeno fino al prossimo passo falso.