Primissima apparizione ufficiale per il Milan di Sinisa Mihajlovic, prima dell’esordio in campionato di domenica sera al Franchi contro la Fiorentina, il terzo turno di Coppa Italia contro un tutto sommato buon Perugia di Pierpaolo Bisoli, sesto la scorsa stagione nella serie cadetta e sicura candidata per quest’anno alla promozione in A. Luci a San Siro per un Milan che, tolta la brutta prestazione contro il Bayern Monaco, è una delle realtà che ha convinto di più nella fase di pre-season. Un 2-0 finale che avrebbe potuto essere anche più rotondo, visto il gol annullato a Bacca e considerando la superiorità numerica nella ripresa con l’espulsione di Lanzafame.

Il Perugia potrebbe rappresentare un test relativamente probante poiché il divario delle forze in campo è notevole, soprattutto dal punto di vista tecnico e di qualità, però la compagine umbra allenata da Bisoli non è squadra da sottostimare, il suo 4-2-3-1 è un assetto molto equilibrato e soprattutto molto disciplinato, ha solo la sventura di trovarsi di fronte un Milan rigenerato dopo i tanti ottimi innesti e un leader indiscusso in panchina che oltre ad aver ridato identità a una squadra, ha saputo imprimergli un grande carattere e una gran personalità, trasferendo quelle che sono le caratteristiche stesse di Mihajlovic allenatore.

Analizzando nello specifico il match, si scopre che la costanza dell’altissima percentuale di possesso palla, con picchi che hanno sfiorato addirittura l’80% (e non nel segmento di partita relativo al vantaggio numerico dei giocatori in campo dopo la ricordata espulsione di Lanzafame), non è altro che la risultante dell’ottimo lavoro eseguito in ogni reparto. Mihajlovic ha saputo intervenire nel comparto di centrocampo, nella scorsa stagione quasi inesistente, dandogli un’ossatura solida e di qualità, con De Jong davanti alla difesa e Bertolacci e Bonaventura interni in grado di lavorare tantissimo e bene nelle due fasi. L’ex tecnico di Fiorentina e Sampdoria ora vuole anche Soriano per completare il bellissimo mosaico di centrocampo. Il Perugia al contrario fatica molto a reggere i ritmi e la qualità dell’avversario. Ogni tentativo di manovra viene interdetto dalle operazioni di pressing e copertura dei rossoneri. Nella ripresa poi, con l’uomo in meno, la squadra di Bisoli compie uno sforzo enorme per non peggiorare il passivo.

Il trio offensivo Luiz Adriano, Bacca con Honda a ridosso funziona a meraviglia dando l’impressione che questi giocatori abbiano da sempre giocato insieme. Tagli, dialoghi frequenti, movimenti con e senza palla rendono l’idea di un quadro tattico estremamente dinamico. Fondamentale la continua motilità di Bacca e Luiz Adriano che nell’area avversaria non danno mai punti di riferimento, ma importantissimi anche gli inserimenti di Bertolacci e Bonaventura. I due gol messi a segno sono il frutto di tutto questo, unito alla classe e alla fantasia degli interpreti. Veli, finte, tocchi smarcanti, c’è già tutto un campionario di azioni prelibate in questo nuovo Milan. Da non dimenticare poi in difesa l’innesto già sorprendente, ma sul quale si dovrà di certo lavorare, di Romagnoli, preteso da Mihajlovic, e Rodrigo Ely di ritorno dal prestito all’Avellino, la coppia di centrali difensivi che rappresenta il futuro ma anche già subito il presente del club rossonero.