LENZERHEIDE (Svizzera) - Prima i fatti così come si sono svolti: oggi, mercoledì 13 marzo 2013, le Finali di Coppa del Mondo di sci alpino, cioè le gare che concludono la stagione, in tutte le specialità, sulla stessa pista per uomini e maschi e con i migliori 25 atleti per ogni disciplina, si sono aperte con due gare annullate per via della nebbia. Fatto purtroppo verificatosi già altre volte nella località svizzera, che non ha nessuna colpa, sia chiaro, e che anzi meriterebbe di vedere valorizzata la sua pista gioiello, la “Beltrametti“, magari in un altro periodo della stagione.

Il regolamento FIS in questi casi parla chiaro: le gare annullate alle Finali o sui ghiacciai, vengono definitivamente cancellate e non possono quindi essere recuperate. Solo che non si trattava di due gare qualunque, ma delle discese libere conclusive, che avrebbero assegnato le coppe di specialità, sia nel caso maschile che in quello femminile, e che, tra i maschi, avrebbero magari consentito al norvegese Svindal, vincitore prorpio del titolo in libera e secondo in classifica generale, di tenere ancora aperto il discorso Coppa del Mondo assoluta. In campo femminile, Tina Maze, già vincitrice della sfera di cristallo più grande, si è vista in un colpo solo privata di una coppa di discesa quasi sua (le sarebbe bastato arrivare settima in gara, oggi, alla fine è stata assegna all’infortunata Lindsey Vonn per un solo punto) e della possibilità di realizzare un’impresa storica, cioè vincere, nella stessa stagione, la Coppa generale e tutte le altre di specialità. Impresa mai verificatasi prima e molto difficile da ripetere adesso che è sfumata, perché non capita tutti gli anni di vincere sempre com’è successo in questa stagione alla bella slovena.

Chiaro e persino troppo banale ripetere che lo sci è uno sport all’aria aperta, dove non si può di certo governare il tempo. Di fatto la giornata di oggi ha però tolto, in poche ore, molto dell’interesse legato alle Finali di Coppa del Mondo, perché ha chiuso il discorso, o quasi, per la Coppa generale maschile, e ha impedito alla Maze di provare, almeno, a entrare nella leggenda. Poteri della nebbia….

Spiegato quando è successo, provo, simpaticamente, a suggerire un calendario diverso per la stagione di Coppa del Mondo di sci alpino, di difficile, ma non impossibile, realizzazione. Ovvero:

- Dopo le gare di Solden, ai primi di Novembre si parte subito per il Nord America.

- Si resta in Nord America, dove di solito la neve non manca mai già a metà ottobre, per un mese intero, disputando gare ogni weekend, quindi almeno otto, portandosi così già molto avanti con il programma.

- Si rientra in Europa a metà dicembre, quando di solito comincia a nevicare in maniera copiosa sulle Alpi. E in Europa si resta fino al 18/20 febbraio circa

- Ultime gare: niente più Finali, ma la stagione termina (ovviamente negli anni in cui è previsto) con il Grande Evento, che siano Mondiali od Olimpiadi, di scena dal 20 di febbraio al 5 marzo circa, con gare valide anche per la Coppa del Mondo (come succede, per esempio, nel biathlon).

Morale: la stagione, a parte un anno ogni quattro, si chiude sempre con Mondiale od Olimpiade, che però assegnano punti anche per la Coppa del Mondo, in modo da mantenere comunque estremamente vivo l’interesse per la manifestazione voluta da Serge Lang a partire dal 1966-’67. Impossibile da realizzare in futuro?

Certo, ci sarebbero molti pro e contro, ma quanto meno non si vedrebbe più l’interesse per la Coppa scemare pesantemente dopo Mondiali e Olimpiadi, si chiuderebbe la stagione ai primi di marzo e non a metà, e soprattutto il grande Evento diventerebbe fondamentale anche per la Coppa, acquisendo ulteriore importanza dato che, non è certo un mistero, a livello di percezione del pubblico, i Giochi Invernali sono considerati Giochi “minori” rispetto a quelli estivi. I contro? Beh, per esempio, bisognerebbe a quel punto abolire la regola che vede solo quattro atleti per nazioni ammessi  a Mondiali e Olimpiadi, con conseguente aumento esponenziale di sciatori presenti nella località che ospita la manifestazione iridata o a Cinque Cerchi Non un problema piccolo.

Quindi, idea non facile da realizzare, ma che potrebbe evitare, posto che certo il tempo non si può cambiare, l’assegnazione di Coppe a tavolino dopo un’annata lunga e faticosa: un’assegnazione che non vale un titolo vinto sul campo e magari finisce per non rispettare il reali valori tecnici espressi dall’intera stagione. O no?

(Nella foto Infopress, Lindsey Vonn).