E’ l’anno della qualificazione olimpica verso Rio de Janeiro 2016, che scatterà però più avanti, da marzo 2015 in poi, per tutte le armi, attraverso le prove a squadre e il ranking finale; è anche l’anno della rivoluzione del calendario, con la stagione già partita, a ottobre, e più dilatata nel tempo, in due anni solari (2014 e 2015, appunto) fino ai grandi appuntamenti di giugno e luglio con Europei (Montreaux) e Mondiali (Mosca). Rivoluzione accolta bene da alcuni atleti, con più scetticismo da altri, viso che comunque tutti hanno dovuto rimettersi a lavorare a fine agosto per farsi trovare subito in forma ai primi appuntamenti. Ma che ci trova d’accordo, un po’ perché porta la scherma a equipararsi a molte altre edizioni del trofeo in diverse discipline (invernali, per esempio) e poi perché lascia spazio al riposo e al recupero tra una tappa e l’altra e comunque allunga il lasso di tempo in cui raccogliere maggiore visibilità mediatica.

FRANCIA – Dopo il ‘primo giro extra-continentale’ in tutte le armi’, eccezion fatta per la sciabola maschile, bloccata dal pericolo ‘ebola’ (saltata la tappa di Dakar, si ripartirà da Budapest dal 21 al 23 novembre), è tempo di un primo mini-bilancio in chiave azzurra, sicuramente positivo. La prima sensazione che salta all’occhio, però, è un’altra, ed è quella di una Francia decisamente tornata al top in tutte le armi, dopo il clamoroso flop di Londra 2012 (nessuna medaglia per una delle Nazioni ‘storiche’ di questo sport), il primo risveglio ai Mondiali di Budapest 2013 e la grande abbuffata di Kazan 2014 (tre ori, con grande ‘presenza’, però, della spada). I transalpini sono tornati a dominare appunto nella spada maschile e, come da tradizione, lo stanno facendo con la loro consueta splendida scherma, ma hanno una squadra in crescita anche nella stessa arma, al femminile e sono competitivi nella sciabola donne e nel fioretto. Occhio alla Francia, davvero.

FIORETTO – A Cancùn, tra le donne, in Messico, tante azzurre attese sono uscite troppo presto, è vero, tra cui Batini, Vezzali e la campionessa olimpica Di Francisca, nella prova individuale, ma sul gradino più alto abbiamo ritrovato la dominatrice delle ultime due stagioni (due ori iridati consecutivi, due Coppe del Mondo consecutive) ovvero Arianna Errigo, tra l’altro con un cammino spaventoso dall’inizio alla fine. Sorprende, invece, il terzo posto a squadre (con Carolina Erba al posto della Di Francisca), ma del resto non si può vincere tutto e sempre, che va ai interrompere una serie infinita di successi tra Coppa del Mondo, Europei e Mondiali in tutto il 2013: azzurre terze, battute dalla Francia (appunto…) di Anita Blaze, Gaelle Gebet, Corinne Maitrejean e Ysaora Thibus, in semifinale. Poco male. Tra i maschi, nell’inedita e splendida cornice di San Francisco, successo a sorpresa del transalpino Cadot, ma grande Italia dietro di lui, con Baldini secondo e i primi podi in Coppa per Nista e Luperi, attesissimo dopo i trionfi a livello giovanile.

SCIABOLA – Concorrenza tremenda tra le donne, aumentata con il ritorno ad alti livelli, dopo la maternità, dell’iridata di Catania 2011 Sofiya Velikaya, subito prima in Coppa a Isla Margarita, in Venezuela, davanti alla francese Lembach, all’americana Zagunis e all’eterna polacca Socha. Mancavano però la campionessa olimpica Kim (coreana) e la bi-iridata uscente, nonché numero 1 incontrastata della disciplina, Kharlan (ucraina). L’Italia si consola con la conferma dell’ottimo standard raggiunto ormai (Mondiale di Kazan 2013 a parte…) da Rossella Gregorio, settima alla fine ed eliminata ai quarti solo dalla futura vincitrice, Velikaya. E’ pronta per entrare stabilmente tra le prime quattro della disciplina, cosa già riuscitale, per altro, lo scorso anno tra Coppa ed Europei.

SPADA – Nella spada ecco il meritato trionfo dei grandi nomi, con una eccezione, al femminile, visto che a Legnano, nel Trofeo Carroccio che prosegue la sua tradizione anche se torna a vestirsi di ‘rosa’, si è imposta a sorpresa, ma con merito, l’ucraina Pochkalova, davanti a Branza, Heidemann e Szasz, tre fuoriclasse della disciplina (soprattutto la prima). Italia male nelle prova individuale, ma bene a squadre, dove si è arresa al minuto supplementare alla Romania in semifinale, conquistando però un buon bronzo battendo la Francia e confermandosi sul podio per la quarta tappa consecutiva (con Europei e Mondiali). A Berna, in Svizzera, tra i maschi, trionfo francese con Lucenay primo, Robeiri e Grumier terzi nella prova individuale, e l’oro a squadre, davanti a Svizzera e Ucraina. Italia quinta a squadre, battuta dall’Ucraina, e poco protagonista nella prova individuale, con Garozzo e Fichera, i migliori, fermatisi agli ottavi.

Siamo solo all’inizio, la qualificazione olimpica è ancora lontana, c’è tempo per oliare bene tutti i meccanismi in chiave azzurra. In generale, sembra di notare un ulteriore equilibrio in tutte le armi, ancora maggiore rispetto al 2013, persino nel fioretto femminile, Arianna Errigo a parte…

IL CALENDARIO DELLA STAGIONE