La lunga storia che accompagna il tennis rende davvero complicato gestire alcuni tornei. Il rischio di scontentare qualcuno rimane sempre e comunque. Mentre i promotori di cambiamenti predicano continue novità per rimanere al passo coi tempi, i fan di lunga data preferiscono mantenere intatte alcune tradizioni. Ecco perché l’introduzione del tie break nella Coppa Davis ha fatto decisamente discutere.

C’È UN NUOVO SCERIFFO IN CITTÀ

Nominato lo scorso anno presidente Itf, David Haggerty aveva promesso diverse novità. Da sempre nel mondo del tennis, il numero 1 della classe dirigente ha lavorato per 30 anni in industrie legate alla produzione delle racchette. Al suo attivo i ruoli di chairman di Head Usa, Penn Racquet Sport e Penn Maxfli Slazenger Sports. Attualmente membro del board dell’International Tennis Hall of Fame, nei punti chiave del suo programma la modifica del format della Davis, col fermo proposito di renderla più appetibile agli occhi dei grandi del tennis mondiale che spesso disertano la manifestazione dando la precedenza ai tornei del circuito ATP.

BASTA SFIDE INTERMINABILI

L’Annual General Meeting, quest’anno svoltosi a Santiago del Cile, ha stabilito il tie break. Regola che intende evitare maratone come quella giocata da Leonardo Mayer e Joao Souza nella sfida di primo turno del World Group tra Argentina e Brasile. Lo scorso marzo i due hanno polverizzato il record di durata di un singolare in Davis: nel quarto incontro della battaglia disputata sulla terra rossa del Tecnopolis di Buenos Aires sono rimasti in campo per ben 6 ore e 42 minuti. Tanto è servito all’argentino Mayer per battere il brasiliano Souza 76(4) 76(5) 57 57 15-13, all’undicesimo match point. Confronti meno massacranti che comportano la rinuncia a parte di quel fascino su cui il torneo ha fatto leva nel corso dei decenni. Indimenticabili i quarti dell’edizione 1982 sul carpet indoor di St. Louis fra John McEnroe e Mats Wilander, vinto dall’ americano per 9-7 6-2 15-17 3-6 8-6 dopo 6 ore e 22 minuti di show e pathos senza fine, record appunto recentemente superato, in termini di durata, da Mayer-Souza.