Una Coppa d’Africa da dimenticare per Kossi Agassa. Costata la sconfitta col Marocco, il portiere ha subito un atto vandalico da parte di alcuni facinorosi arrabbiati per la sua prestazione.

REAZIONE VIOLENTA

Dato il via con una papera alla rimonta avversaria (3-1 il finale), il suo Togo ha appena un punto e deve assolutamente superare la capolista Congo per accedere ai quarti. Prova sottotono che ha scatenato l’ira dei tifosi, pronti a dirigersi verso la casa dell’estremo difensore per distruggergliela, nonostante fosse stata messa sotto protezione dalla polizia. “È rimasto piuttosto scosso da quanto è accaduto – ha raccontato il tecnico Claude Le Roy – e non so se ce la farà a giocare. Del resto non me la sento di dargli torto”.

“NON GIOCO PIU’”

Agassa, 38 anni, difende i pali della porta togolese da quando ne aveva 19. Scovato nell’Africa Sports dal Metz, ha un passato pure in Spagna, mandato in prestito all’Hercules. Dopodiché il passaggio al Reims e dallo scorso settembre gioca al Granville, quarta serie francese. Disputata una brutta partita contro i Leoni dell’atlante è stato determinane nel pareggio imposto alla Costa d’Avorio. “Agassa non merita un trattamento del genere – ha spiegato Le Roy – lo supportiamo tutti perché, dopo tutto, il calcio è un gioco”. Secondo il tecnico francese, il portiere potrebbe non sentirsela di scendere in campo nella prossima partita contro il Congo: “Sia che voglia giocare o no – ha sottolineato – rispetterò la sua decisione”.

CASI NOTI

Non è la prima volta che episodi del genere capitano. Pure l’attaccante togolese Salou Bachirou era finito vittima dello stretto trattamento per una presunta brutta prestazione nell’edizione della competizione disputata in Burkina Faso. L’ex Inter e Bologna Pierre Wome si ritrovò la casa devastata dopo aver sbagliato un rigore nelle qualificazioni per il Mondiale 2006, che aveva condannato il suo Camerun.