Vento di novità nella Coppa d’Africa delle nazioni, la cui inedita finale (domenica a Johannesburg, ore 20), vedrà di fronte la Nigeria e la rivelazione Burkina Faso.

Le “aquile verdi”, pur ottenendo più volte piazzamenti di prestigio, si sono imposte solo due volte in 28 precedenti edizioni. La prima fu nel 1980 quando, sfruttando il fattore campo, vinsero l’edizione casalinga battendo 3-0 in finale un’Algeria che di lì a due anni dopo, con i suoi assi Madjer e Belloumi, avrebbe stupito tutti al Mondiale spagnolo.

Il secondo trionfo nigeriano è quello del 1994, quando a cedere il passo (nella finale di Tunisi) fu lo Zambia, battuto 2-1. Stella di quella Nigeria, che nello stesso anno sfiorò l’impresa contro l’Italia di Arrigo Sacchi ai Mondiali Statunitensi, era il centravanti Rashidi Yekini.

Nelle ultime sette edizioni sono invece arrivati una finale (ko ai rigori con il Camerun nel 2000) e ben tre terzi posti, anche se la delusione è stata mitigata dallo storico oro olimpico ad Atlanta nel 1996, unico caso di una nazionale africana sul gradino più alto del podio ai Giochi.

Del Burkina Faso (ex Alto Volta) si ricorda solo il quarto posto datato 1998, con il vantaggio di giocare in casa la fase finale: dopo aver eliminato la Tunisia ai rigori ai Quarti, ko con l’Egitto in Semifinale (0-2) e finale di consolazione persa ai rigori contro la Repubblica Democratica del Congo.

Niente da fare per la Costa d’Avorio di Drogba, mentre continua la maledizione dal dischetto per il Ghana, già fuori ai rigori dal Mondiale 2010 (contro l’Uruguay) e battuto dallo Zambia nella finalissima di Coppa d’Africa del 2012. Stavolta, il reprobo Gyan (che in Sudafrica aveva fallito al 90′ dei tempi regolamentari), non ha calciato, così come lo juventino Asamoah, ma il risultato è stato lo stesso per gli errori di Vorsah, Clottey e Badu.

Foto: Infophoto.