Il Cile sembra davvero inarrestabile: dopo il sonoro 7-0 rifilato al Messico nei quarti di finale, durante la notte ha liquidato la Colombia con due gol nei primi undici minuti, volando alla finalissima di domenica contro l’Argentina di Leo Messi. Finale che siamo pronti a scommettere sarà davvero carica di spettacolo, visti gli interpreti in campo. Argentina e Cile sono state senza ombra di dubbio le squadre migliori di questa Copa America ed è giusto che siano loro a contendersi il trofeo.Per l’albiceleste sarà l’occasione perfetta per ottenere una rivincita sulla finale dell’anno scorso, in cui fu il Cile a trionfare dopo i calci di rigore.

Ma prima di concentrarci su ciò che verrà, torniamo alla sfida di questa notte: alla roja sembra riuscire davvero tutto nella prima parte della gara, anche se a centrocampo c’è Silva al posto di Marcelo Diaz (infortunato) e la squalifica di Vidal non è certo cosa poco: sono pochi gli allenatori che rinuncerebbero all’ex juventino, eppure il centrocampo funziona. In realtà, a un certo punto per il Cile la sfida è stata doppia: oltre ai colombiani, a un certo punto si è dovuto misurare persino con un tornado che si è abbattuto su Chicago proprio durante l’incontro. La legge negli Stati Uniti parla chiaro: in presenza di un temporale con tuoni e lampi, dev’esserci l’evacuazione immediata delle tribune, con conseguente sospensione della partita. La pausa sembra interminabile, le squadre restano negli spogliatoi addirittura per due ore e venticinque minuti: un’eternità, che probabilmente ha anche falsato il match, facendo perdere un po’ di concentrazione ai giocatori in campo.

Dopo la lunga attesa, finalmente si torna a giocare: la Colombia è costretta a rinunciare a Bacca per infortunio e Cuadrado non è certo nella sua serata migliore. È proprio lui che serve, involontariamente, l’assist di testa per il primo gol del Cile, realizzato dal centrocampista del Bayer Leverkusen, Aranguiz al settimo minuto di gioco. La Colombia pare non essersi ripresa dal contraccolpo, appare stordita e quattro minuti dopo subisce persino la rete del raddoppio: Bravo lancia direttamente Sanchez, che controlla in modo perfetto durante la corsa, finta su Arias ed esplode un gran tiro che sbatte sul palo. Sulla ribattuta arriva però Fuenzalida a insaccare il definitivo 2-0. La Colombia però a questo punto inizia finalmente a reagire e la partita si trasforma: al 24’ James Rodriguez imbecca in modo preciso Martinez, che tenta il colpaccio per riaprire il match, ma Bravo sembra insuperabile e smanaccia alla grande. Al 33’ è ancora la Colombia a creare pericoli: Arias entra in area ed è ancora Bravo a salvare tutto, parando un buon pallonetto. A tempo scaduto, il Sanchez colombiano ne combina una dietro l’altra e si fa ammonire due volte nel giro di venti minuti: espulso e squadra in dieci, contro un Cile che a quel punto inizia a caricare a testa bassa. Bisogna però dare atto ai colombiani di non aver mai mollato ed essere stati sempre in partita, fino all’ultimo minuto. Gran bella gara, probabilmente in undici le cose sarebbero andate diversamente, ma ormai i verdetti del campo sono stati dati ed è stato il Cile a beneficiare dello sfasamento dato dal temporale.