Ha destato più di un commento meravigliato il fatto che il commissario tecnico della nazionale, Antonio Conte, abbia deciso inserire nelle convocazioni per Italia-Croazia anche il nome di Mario Balotelli, dopo averlo escluso nei primi capitoli della sua avventura azzurra. Facile capire il perché di suddetta meraviglia: se la meritocrazia è alla base delle scelte di Conte, e se Balotelli non era stato ritenuto meritevole di convocazione dopo le prime, deludenti uscite in maglia Liverpool, a maggior ragione non dovrebbe esserlo oggi, dal momento che le sue azioni sono in clamoroso ribasso e le critiche si sono addensate sopra la sua capoccia crestata come furiosi cumulonembi tropicali.

Il triangolo Balotelli-Puma-Conte

E allora, ecco che alla genuina meraviglia si è immediatamente aggiunta un po’ di (in)sana maldicenza tipicamente italiana, del tipo: Balotelli è stato convocato perché lo ha deciso la Puma, il colosso tedesco delle calzature che contribuisce in buona parte al pagamento dello stipendio di Conte e di cui Mario stesso è importante uomo-immagine. La cosa che ha fatto riflettere, e insinuare, la linguacciuta utenza di Twitter riguarda una coincidenza temporale “sospetta” tra la diramazione dei convocati azzurri (9 novembre) e il lancio, da parte della Puma, delle nuove scarpe tricolori personalizzate per Balotelli (8 novembre, vedi tweet più sotto). Il collegamento malizioso, anzi maligno, è il seguente: Conte ha convocato Balotelli per veicolare il nuovo prodotto dell’azienda che paga entrambi.

L’illazione è indubbiamente succulenta, dal punto di vista gossipparo-giornalistico, ma va da sé che è impossibile dimostrarne la veridicità. Certo, come sottolineato da tutti gli osservatori a suo tempo, una simile, ingombrante intromissione di uno sponsor nella vita della nazionale – è un dato di fatto che la Puma paghi parte del salario del c.t. – non può che portare cattiva aria attorno alla stessa. Ma è altrettanto difficile da sostenere che Conte possa davvero piegarsi a simili logiche, quando c’è di mezzo la sua carriera e la sua credibilità professionale (e anche la sua fedina penale, a dire il vero).

Perché Conte ha chiamato Balotelli

E’ molto più sensato supporre che Conte, furbescamente egocentrico come sempre, abbia scelto di riportare Mario in nazionale in questo preciso momento storico per sottolineare una volta di più la sua eccezionalità di allenatore. Lui ha accettato la panchina azzurra perché sedotto dal pensiero stupendo di poter rilanciare l’Italia quando l’impresa sembra impossibile, ripetendo ciò che aveva fatto con la Juventus; allo stesso modo, Conte è intenzionato a salvare Balotelli proprio nel momento in cui lo sprofondamento nella palude della mediocrità sembra ormai ineluttabile.