Le convocazioni del commissario tecnico della nazionale italiana, Antonio Conte, per la doppia sfida con Croazia e Albania devono far riflettere. Diciamolo subito a chiare lettere: qualcosa non torna. Torniamo indietro con il tempo: mesi fa il ct, giustamente, aveva spiegato quale sarebbe stata la sua filosofia di scelta dei giocatori da chiamare in azzurro. Citiamo le sue testuali parole: “Non bastano 2-3 minuti in serie A o, magari, due goal a partita per essere chiamati. La Nazionale è un premio, qualcosa da conquistare e da soffrire, qualcosa che crei un’ansia o ti faccia star male se poi non arriva”. Giusto, anzi giustissimo. L’aveva ribadito a chiare lettere, di modo che nessuno potesse avere problemi nell’interpretare quanto stava facendo l’ex allenatore della Juventus. Oggi, però, ci troviamo di fronte a delle convocazioni che, con rispetto parlando, non giustificano quanto detto in precedenza da Conte. Una su tutte, quella di Mario Balotelli.

CERCI E BALOTELLI

Già, perché se si può discutere ma non troppo la chiamata degli esordienti Moretti, Bertolacci e Soriano, che si sono comunque distinti in positivo in questo inizio di campionato, risulta assai più complesso capire cosa ci facciano, in questo momento in azzurro, Alessio Cerci e, soprattutto, il già citato Balotelli. In poco più di due mesi di lavoro, Conte è arrivato a 38 giocatori convocati. Chiaro, serve sperimentare per avere un’idea di massima di come possa essere modellata la propria rappresentativa, ma siamo quasi a livelli record. Conte sta portando avanti il suo laboratorio di schemi e di tattica a Coverciano; fin qui, niente da obiettare, ci mancherebbe. La sperimentazione è la base per trovare l’amalgama e la chiave di volta che possa far tornare in auge una nazionale uscita da Brasile 2014 con le ossa più che rotte. Ma la chiamata di Mario Balotelli lascia davvero tutti senza parole: sufficienti 14 presenze e 2 gol, di cui nessuno in Premier League, per giustificare la chiamata dell’attaccante del Liverpool? Oltretutto il suo ritorno in azzurro ha sorpreso anche dalle parti della città inglese, chiaramente. La società non è per nulla contenta dell’investimento estivo su SuperMario (20 milioni di euro per ora senza un ritorno e con tanti malumori da parte dei tifosi), chissà che questa chiamata azzurra non possa ridestarlo.

L’ANSIA DI SUPERMARIO

Già, ma perché Balotelli con la maglia azzurra? La malignità, si sa, naviga veloce in rete. C’è chi vocifera che ci possa essere stato uno zampino della Puma, sponsor tecnico sia di SuperMario che della Nazionale, ma per ora nessuna certezza. E, quindi, rumors da considerarsi tale. Certo, si potrebbe anche rivoltare il pensiero e domandarsi: ma non è che forse è lo stesso Mario Balotelli ad aver espressamente chiesto un ritorno in azzurro? “La Nazionale è un premio, qualcosa da conquistare e da soffrire, qualcosa che crei un’ansia o ti faccia star male se poi non arriva”. Ecco, forse SuperMario ha riletto con attenzione quanto aveva annunciato Conte e, in preda all’ansia, ha richiesto espressamente la sua numero 9. Speriamo.

I CONVOCATI

Portieri: Buffon (Juventus), Perin (Genoa), Sirigu (Paris Saint Germain);
Difensori: Chiellini (Juventus), Moretti (Torino), Ogbonna (Juventus), Ranocchia (Inter), Rugani (Empoli);
Centrocampisti: Bertolacci (Genoa), Bonaventura (Milan), Candreva (Lazio), Cerci (Atletico Madrid), Darmian (Torino), De Rossi (Roma), De Sciglio (Milan), El Shaarawy (Milan), Marchisio (Juventus), Parolo (Lazio), Pasqual (Fiorentina), Soriano (Sampdoria), Verratti (Paris Saint Germain);
Attaccanti: Balotelli (Liverpool), Giovinco (Juventus), Immobile (Borussia Dortmund), Pellé (Southampton), Zaza (Sassuolo).