Da un tecnico esperto come lui, forse sarebbe stato lecito attendersi un ingresso sulla scena in punta di piedi. E invece, alla sua prima da commissario tecnico della nazionale, Giampiero Ventura ha scartato l’approccio soft e ha agitato subito la mannaia: non solo ha lasciato fuori dai convocati Italia uno come Domenico Berardi, il più giovane italiano ad aver raggiunto le 40 reti in Serie A nell’era dei tre punti (e il secondo in assoluto dietro Pato), ma ha anche dichiarato che per il talentuoso esterno del Sassuolo non ci sarà spazio nella sua squadra.

Ho spiegato diverse volte che saremmo ripartiti dal lavoro di Conte, perché non abbiamo il tempo materiale di cambiare sistema di gioco. No a El Shaarawy e no a Berardi, finché andremo avanti col 3-5-2 gli esterni offensivi faranno fatica a trovare spazio”

Una sentenza drastica a dir poco, anche perché si parla del miglior prospetto azzurro nel reparto offensivo, un reparto che certo non vive il suo periodo di maggior splendore, e perché Berardi, che viene impiegato da Di Francesco come esterno destro nel 4-3-3, ha le caratteristiche per adattarsi a giocare come seconda punta. Insomma, la posizione di Ventura non convince fino in fondo, e il meno convinto di tutti è il presidente del Sassuolo, Giorgio Squinzi: “Ci vuole coraggio a rinunciare a Berardi. Domenico è il miglior giocatore italiano e può ricoprire diversi ruoli, da esterno a seconda punta. Il 4-3-3 un ostacolo alla sua convocazione? Mi sembra assurdo“.

D’altra parte, ai tempi del Torino, Ventura riuscì a riconvertire Alessio Cerci da ala destra ad attaccante centrale con ottimi risultati, e con Berardi la trasformazione sarebbe ancora più facile, sia per questioni anagrafiche che di talento puro. “Tra i miei obiettivi“, ha dichiarato il c.t., “c’è anche quello di avere, dopo i Mondiali in Russia, una nazionale di 25enni che possa arrivare a qualcosa d’importante“. Parole sante, ma escludere per principio lo studente più dotato non sembra un inizio coerente.