Antonio Conte, commissario tecnico della nazionale italiana, ha rilasciato quest’oggi una bella intervista a Bruno Gentili, in esclusiva per Rai Sport. Ovviamente sono stati molti i temi trattati, anche perché ci ritroviamo a poche ore da Italia-Finlandia, ultimo test per gli azzurri prima degli imminenti Europei di Francia. Come se la immagina Conte la nostra Italia? Un po’ come… Valentino Rossi!

«Fare come Valentino, che è partito senza clamore e ora lotta per il titolo? Sì, mi piacerebbe che seguissimo il suo esempio – ha detto il ct -, ma stiamo parlando di un top assoluto dello sport. Non è importante come si parte, ma come si arriva. Anche nel nostro gioco conta molto la velocità, è il propulsore di tutto. Ecco, rispetto all’amichevole contro la Scozia dovremo essere più rapidi nella circolazione di palla e bravi a trovare le imbucate giuste. Voglio un’Italia aggressiva, più sei aggressivo e più l’avversaria è schiacciata e non può ripartire».  Conte ha ancora dei dubbi sulla formazione-tipo che scenderà in campo durante Euro2016, ha ancora alcuni tasselli da sistemare nella sua scacchiera e la partita di stasera contro la Finlandia (ore 20.45) gli potrebbe chiarire ulteriormente le idee, soprattutto per quel che riguarda l’attacco: Immobile e Zaza si giocheranno chance importanti per scalare le gerarchie, mentre il punto fermo sembra essere Pellè: « Zaza e Pellè possono convivere perché hanno caratteristiche diverse, e poi per me non ci sono prime o seconde punte. Zaza è uno che attacca lo spazio, sarebbe perfetto in un 4-3-3, ma anche a Pellè chiedo sempre di aggredire la profondità» .

Il commissario tecnico sarà oggi alla sua ultima partita in uno stadio italiano: dopo l’Europeo lo aspetteranno a Londra, al Chelsea, per una nuova avventura. Conte ha definitivamente liberato anche la sua stanza a Coverciano, in cui ha lavorato negli ultimi due anni. Inevitabile che ci sia un po’ d’emozione nel lasciarsi alle spalle un ambiente del genere: «Lasciare questo posto di lavoro è un pugno nello stomaco, mi succede sempre quando devo andar via, perché io sono totalizzante, assorbo tutto. Manca una settimana all’Europeo, sento un tormento nello stomaco, l’emozione e la tensione crescono ma sono vibrazioni positive, tutto questo è salutare».

Inevitabile, nel corso della chiacchierata, un accenno alla scomparsa del grande Muhammad Ali: «Un campione immenso, che ha fatto più male con il suo volteggiare, con il suo vorticoso gioco di gambe, che con i pugni». Ma ora è tempo che sia la sua Italia a correre come Valentino Rossi e a colpire come Ali. Solo così si potrà tornare a sognare notti magiche.