Se lo sono chiesti molti tifosi bianconeri, durante l’infruttuoso e sfortunato assedio di martedì durante Copenhagen-Juventus di Champions League: ho le traveggole, o quello buttato nella mischia da Conte è Giovinco? Uno che al cospetto dei poderosi danesi sembra un incrocio tra E.T. e un organismo monocellulare? E Fernando Llorente? Che ha, la scabbia? Il morbo del legionario? Perché sta fuori anche in queste circostanze in cui sarebbe necessaria la sua stazza? Non era mica il nostro secondo top-player, quello che pur di vestire bianconero si è fatto un anno di gogna in panchina nella sua amata Bilbao?

Partiamo da questo ultimo quesito, visto che coincide con la spiegazione più comunemente accettata: Fernando Llorente (foto by InfoPhoto), per tutta la stagione scorsa, è stato relegato ai margini dell’Athletic Bilbao e non è ancora in buone condizioni di forma. Okay. La cosa ha senso fino a un certo punto. Il basco ha collezionato 36 presenze per un totale di 1428 minuti, ovvero 16 partite intere. Poca roba, d’accordo, ma non stiamo parlando di qualcuno che è restato in coma per un anno, o che si è disintegrato il tendine d’Achille e ha passato 10 mesi tra ospedali, centri di riabilitazione, piscina e vasca di sabbia. Possiamo capire che ci sia un po’ di ruggine (che, peraltro, svanisce giocando e non restando fermo), non certo una specie di invalidità permanente. No, non regge granché.