UPDATE!! ore 18.34: contatto tra Marotta e l’agente di Kolarov, terzino sinistro del Manchester City che piace particolarmente ad Antonio Conte.

Oltre qualsiasi argomento di calciomercato c’è un enorme dilemma da risolvere in casa Juventus: il futuro di Antonio Conte il cui contratto scadrà nel 2015.

Ormai la storia è nota, arcinota e straripetuta. Il tecnico salentino raccoglie una Vecchia Signora sull’orlo del baratro. I bianconeri arrivano da due settimi posti consecutivi in campionato, le vittorie mancano ormai da parecchio tempo e i tifosi sono vicini a una vera e propria crisi di nervi. La dirigenza decide di affidare la squadra a Conte che conosce bene il famigerato ‘stile Juventus’ e la voglia di vincere tipica di questa società essendone stato capitano quando era giocatore. Il condottiero prende in mano la truppa e le trasmette subito il suo credo. Già dal primo ritiro di Bardonecchia inizia a lavorare sulla testa dei giocatori ricordando loro che quella recente non può essere la vera Juve. Da vero psicologo trasmette subito la sua mentalità vincente e guida la squadra alla conquista dello scudetto. In estate vince la Supercoppa Italiana, poi bissa il successo in serie A e di nuovo quello in Supercoppa di Lega.

Nel Belpaese non c’è storia: la Vecchia Signora fa da padrona. Ora che ha già conquistato due campionati consecutivi bisogna trovare nuovi stimoli. Sorge la necessità di fornire ai giocatori diverse motivazioni. Ecco che in aiuto arriva la storia. Il discorso che Conte fece alla squadra prima dell’ultima stagione potrebbe essere stato più o meno questo ‘vogliamo entrare nella storia bianconera. Solo la Juve del Quinquennio d’Oro è riuscita a vincere più di 2 scudetti consecutivi. Sono passati circa 80 anni. Dobbiamo riuscirci anche noi’.  La Juve vola e fa tris in campionato, dominandolo.

Ecco, proprio questo è il nocciolo della questione. Ora vincere in Italia non basta più. Cosa si deve inventare il Capitano per motivare i suoi ragazzi? Nel nostro Paese la storia è stata scritta. Adesso bisogna  cercare di ampliare gli orizzonti oltre confine. Qui nascono i dilemmi del tecnico. Certe corazzate come Real o Bayern sono troppo lontane anche dal punto di vista economico. L’allenatore vuole delle garanzie. Desidera che la dirigenza rinforzi la squadra per provare ad accorciare le distanze anche sacrificando qualche giocatore ormai logorato dalle tante vittorie. Cambiamenti che portino aria fresca, una linfa nuova e forse un nuovo modulo. Ecco le ‘certezze’ che, probabilmente, l’allenatore pugliese sta cercando. I nomi sono noti: Nani, Sanchez, Cuadrado, Di Maria, Mandzukic sono tra i papabili candidati e Pogba deve rimanere.

Se poi Conte dovesse andarsene trovare l’alternativa sarebbe difficile. Nessuno pare incarnare lo spirito Juve come Antonio. Si parla di Mancini. Il tecnico del Galatasaray sembra voler concludere la sua avventura turca, ma sulle sue spalle pesa un passato interista proprio nel periodo di calciopoli. Una macchia molto difficile da cancellare per alcuni tifosi bianconeri. E’ vero, avrebbe l’esperienza nazionale e internazionale necessaria, ma oltre confine non ha mai raggiunto risultati particolarmente esaltanti. Spalletti? Mah. Alla Roma ha dimostrato di essere un ottimo allenatore, ma Conte è un’altra cosa. Il Cholo, Simeone? Ecco, lui potrebbe anche avere lo spirito giusto. Quello che ha fatto è che sta facendo con l’Atletico Madrid è tantissima roba. Ha vinto l’Europa League e la coppa del Re. E’ in finale di Champions League dove affronterà il Real Madrid e sta guidando la Liga davanti a due super potenze che la monopolizzavano da anni come i Galacticos e i blaugrana, ma è difficilmente raggiungibile.

In ogni caso a breve potrebbe esserci l’incontro tra Agnelli e Conte. Da li partirà il futuro della Juventus. Vedremo.

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