Le parole sono importanti, ammonia Nanni Moretti in una scena del film Palombella rossa. Un consiglio che, evidentemente, Antonio Conte ha preferito non ascoltare, paragonando la Nazionale di calcio italiana ad un garage.

Il commissario tecnico ha raccontato come è maturata la decisione di lasciare la Nazionale. “Dopo la qualificazione agli Europei, sarà stata l’euforia per aver visto il gruppo crescere e la possibilità di partecipare ad una competizione tanto importante, avevo anche pensato di poter prolungare questa esperienza”.

Poi però …. “Sono passati altri 4 mesi di nulla. Mi sono sentito come in un garage. Ed in garage senti l’odore dell’olio dei motori, della benzina, ma non quello dell’erba del campo”.

“Mi era stata chiesta una presa di posizione chiara rispetto a questa scelta”, ha raccontato l’allenatore salentino “Quando ho avuto al 100% la certezza di quel che sarebbe stato il mio futuro l’ho comunicata alla federcalcio. Quell oche mi è dispiaciuto di questi due anni è che ogni cosa è stata interpretata come pro o contro Conte e non come pro o contro la Nazionale. Si può essere incudine o martello, in questi due anni mi sono sentito incudine. Spero, ad esempio, che la data della finale di coppa Italia fra Milan e Juventus del 21 maggio possa essere cambiata perché troppo a ridosso dell’inizio dell’Europeo”.

Antonio Conte dunque al Chelsea. Sembra il segreto di pulcinella, ma per il tecnico non è così. “Non c’è solo il Chelsea, anche club italiani hanno parlato con me. Per adesso ho preso solo la decisione di non essere più ct“.

I calciatori saranno chiamati a seguire un ct che ha già deciso di smettere i panni dell’allenatore della Nazionale. “Un soldato segue sempre un generale, perché generali o lo si è sempre, o non lo si è mai”.