“Il rapporto era esaurito da parte di entrambi”. Liquida così, Antonio Conte, la rescissione del contratto con la Juventus dopo tre stagioni di vittorie. Se d’Italia si è parlato per più di un’ora, molto si è discusso pure di Juve nella conferenza stampa di presentazione del nuovo commissario tecnico azzurro. Le domande imbarazzanti? Ci sono state e l’ex centrocampista – che aveva nella grinta l’arma migliore – non le ha dribblate poi tanto bene.

Quanti sono gli scudetti della Juve? “Io considero come i più importanti gli otto che ho vinto: cinque da calciatore e tre da allenatore”. Notare che Conte si è ritirato prima di Calciopoli. Prima di due quei due titoli che sono stati sottratti a Fabio Capello e alla Società bianconera proprio dalla Figc. Conte è sorridente e carico. La nuova sfida lo affascina: “Non pensavo di rientrare in pista dopo solo 35 giorni. Avevo deciso di starmene un po’ tranquillo, imparare le lingue e attendere la richiesta di un top club. Poi è arrivata quella del presidente Tavecchio e ora sono nel posto in cui vorrebbero essere tutti gli allenatori del mondo”.

E ancora: “Ci volevano gli attributi per lasciare la Juventus. Abbiamo provato per un mese e mezzo a vedere se il rapporto si ricostruiva, ma alla fine abbiamo convenuto che era meglio per entrambe le parti cambiare. Perché? A volte capita che due persone stiano insieme per un po’, finché non viene meno qualcuno dei presupposti essenziali per il matrimonio”.

Il modulo al momento sarà il 3-5-2, anche perché Conte continuerà a puntare sul blocco juventino: “A questa squadra ora bisogna dare certezze”. Pirlo“Ho sentito cosa ha detto dopo il Mondiali, perciò lo voglio ascoltare per sentire cosa mi dice. E voglio parlargli anche io”. Non è automatico che il professore prosegua in azzurro, insomma.  La squalifica: “Ribadisco che è stata ingiusta. L’ho pagata con grande dolore, ma anche quella mi è servita per un percorso di crescita”.