Uno dei tanti segreti di questa fantastica Juventus che sta dominando la serie A è il suo allenatore, Antonio Conte.

Il contratto del tecnico scadrà nel 2015. L’allenatore sostiene che ora non sia il momento di parlare del suo futuro. Ha ragione, siamo in una fase molto calda della stagione, ma i tifosi della Juve sognano il suo rinnovo e tremano pensando all’interesse del Monaco. Per capire l’importanza del condottiero bastano le parole di stima del capitano, Gigi Buffon intervistato da Sky Sport 24 ‘senza Conte sarei andato alla Roma‘ e prosegue ‘vogliamo scudetto ed Europa League per tornare tra le grandi d’EuropaConte ha portato tantissimo anche quest’anno sul piano motivazionale, perché quando si argomenta sul fatto che dopo due campionati vinti, il terzo non è realmente così scontato, si dice la verità, perché in qualcuno o nel gruppo si può creare quel senso di appagamento che poi è foriero solo di brutti presagi e cattive imprese, mentre invece uno come lui ci ha aiutato anche quest’anno a stare sempre sulla corda, a non dare per scontato nulla’.  Il portierone bianconero parla anche di Tevez ‘in alcuni momenti chiave della stagione, secondo me, la voglia di vincere e le caratteristiche di trascinatore che ha avuto Tevez ci hanno dato una grande mano’ e di PogbaPaul è un talento indiscutibile, un talento naturale, una forza della natura, è un ragazzo che ha sorpreso tutti. Poi sai, le valutazioni in un momento economico così delicato, con queste congiunture un po’ particolari, fanno sì che uno possa fare tante riflessioni, però dico anche che la dirigenza della Juventus, ad oggi, insieme al presidente, hanno sempre fatto delle scelte molto oculate e difficilmente hanno sbagliato,’

Tornando a Conte. Se si guarda a solo 3 anni fa si comprende quanto il condottiero sia importante per i bianconeri. Giunge alla guida della Vecchia Signora nell’estate 2011. La Juve arriva da un periodo nerissimo: due settimi posti consecutivi in serie A e due stagioni vissute con la bellezza di 3 tecnici diversi: Ferrara, Zaccheroni e Delneri. Sono ormai parecchi anni che i piemontesi non vivono la gioia della conquista di un trofeo. Come spesso sostenuto anche dallo stesso Conte, iniziano a essere simpatici pure perché non sono più la squadra schiacciasassi in grado di dominare in Italia. Qualcosa è da modificare. Il tecnico salentino lo sa, ed essendo già a conoscenza della mentalità juventina dopo i trascorsi da giocatore e capitano, riesce a trasmettere grande fame, voglia di vincere al gruppo. Trasforma dei calciatori che parevano irrecuperabili in ottimi giocatori. Nel 2011/2012 la sua squadra non parte certamente come favorita del campionato, ma in barba a ogni pronostico conquista lo scudetto, davanti al Milan di Thiago Silva e Ibrahimovic, e viene sconfitta solo in finale in Coppa Italia. Tanta roba. Il condottiero diviene, a ragione, l’idolo di gran parte dei tifosi. Dopo il trionfo in Supercoppa Italiana, nel 2012/2013 bissa il successo in campionato. Questa volta la Juventus domina la serie A, quasi senza appello. Nell’estate 2013 i bianconeri conquistano la loro seconda Supercoppa di Lega consecutiva. La loro crescita è costante e in questo campionato stanno nuovamente spadroneggiando. Se non fosse per una grandissima Roma che prova a provocare loro qualche grattacapo avrebbero già abbondantemente risolto il discorso scudetto viaggiando a suon di record. In 33 giornate la Juventus ha raccolto 87 punti, frutto di 27 successi, 3 pareggi e 2 sconfitte.

Nell’estate 2011 pareva un traguardo lontanissimo ma, già nella scorsa stagione, la Juve è stata in grado di raggiungere i quarti di finale di Champions League dove l’hanno eliminata i futuri campioni d’Europa del Bayern Monaco. L’avventura internazionale 2013/2014 è partita decisamente male con il prematuro abbandono della massima competizione europea dovuto a un approccio sbagliato alla coppa e all’infausta nevicata di Istanbul. I bianconeri si sono potuti comunque consolare con l’Europa League, torneo nel quale sono approdati alla semifinale dove affronteranno il Benfica. La finale in programma il prossimo 14 maggio allo Juventus Stdium è certamente uno stimolo in più. Non avrà il fascino della Champions, ma è comunque tanta roba per una squadra che, come ritiene Conte, solo tre anni fa certe sfide le guardava da casa.

Il tecnico salentino è uno psicologo. Riesce a capire i suoi giocatori, sa come stimolarli, sa quando è il caso di rimproverarli e quando è il caso di assecondarli. Da loro riesce a estrapolare il meglio. Forse l’ennesimo capolavoro gli è riuscito con Giovinco. E’ da inizio stagione che lo martella e lo spinge a non curarsi di fischi o pressioni, ma a concentrarsi su quello che sa fare per tornare a essere il calciatore ammirato a Parma. Le ultime prestazioni della Formica Atomica sono confortanti. Bisognerà proseguire. Conte sa gestire il gruppo e, anche se a volte la sua ‘rotazione scientifica’ gli è costata cara (eliminazione dalla attuale Coppa Italia), in altre occasioni ha avuto ragione lui. Quando è in panchina segue la gara come se fosse uno dei suoi giocatori, come se fosse in campo con loro. L’esultanza di lunedì a Udine ne è una testimonianza. Alcuni lo paragonano a Mourinho, ma ci tiene a precisare che, pur avendo grande stima per il collega, ognuno fa il suo percorso e lui è così dai tempi in cui allenava l’Arezzo.

Intanto Tuttosport parla di un possibili scambio tra i bianconeri e la Lazio con protagonisti Quagliarella e Lulic. Il mancino biancoceleste è perfetto per fare l’esterno di centrocampo nel 3-5-2, ma può essere adattato anche a fare il terzino sinistro o l’esterno offensivo.

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