Nella giornata di sabato Antonio Conte scioglierà al sua riserva sull’accettare, o meno, la proposta di diventare il nuovo commissario tecnico della nazionale italiana di calcio. Vi abbiamo già riferito di un primo no dell’ex allenatore della Juventus (CLICCA QUI PER RILEGGERE IL TUTTO), ora le parti sembrano meno distanti soprattutto grazie a Carlo Tavecchio, che ha dovuto di fatto accettare quanto imposto da Conte. Che sia giusto o meno, lo dovranno dire i posteri: per ora l’unica cosa certa è che se Conte dirà di sì. guadagnerà molto di più del suo predecessore e avrà quello che Prandelli non ha mai avuto, ovvero i famosi stage e la possibilità di poter andare agli allenamenti delle squadre di club per discutere con gli allenatori (TUTTI I NO DI ANTONIO CONTE, SCOPRILI QUI).

D’altronde Conte l’ha detto a chiare lettere: “Si può fare, ma alle mie condizioni”. Sabato, come detto, sarà il giorno decisivo, ma intanto Tavecchio gli ha già fatto sapere: “Sarai un ct a tempo pieno”; Conte avrà carta bianca, un ruolo da coordinatore di tutte le nazionali, stage, possibilità di entrare sui campi d’allenamento delle squadre. Insomma, in Figc devono pensarci bene: avere una figura tanto ingombrante farà bene? Una che farà da supervisore, organizzerà viaggi, ritiri, stage e quant’altro? Al di là del fatto che non ritenga Conte idoneo per ricoprire il ruolo da ct (CLICCA QUI E SCOPRI QUI PERCHE’ NON E’ ADATTO), rimango perplesso di fronte a questo ipotetico scenario: Zaccheroni e Guidolin, gli altri in lizza, si presenterebbero anche loro con richieste così ingombranti da prima donna?