Ristorante messicano. “Dero, guarda cosa fa Conte…”. Mi giro. Antonio Conte indemoniato. Urla: “Vamos”. Vamos? Che personaggio. E non smette mica. Va avanti. Poi guardo un tavolo vicino al mio. Uno (chiaramente juventino) lo guarda come fosse la Madonna. Poi pugno chiuso e denti stretti. Esulta impercettibilmente. Sia mai che le ragazze al tavolo capiscano che ama il calcio. (foto InfoPhoto)

Antonio Conte è questo. Lo ami o lo odi. Prendere o lasciare. Gli altri insultano la Juventus. Insultano lui. E lui esulta a casa loro. Come un pazzo. Urlando al cielo. Ha sbagliato? Non giudico, non mi permetto. Dico la mia: no. Dico solo che i grandi dividono. E non hanno amici. Lui divide. Lo dissi al suo arrivo in bianconero a due amici juventini: “Questo è Continho. Gli piace fare il personaggio”. Lo dico di nuovo adesso. Conte vive di queste cose. La polemica lo accende. Lui sente il rumore dei nemici. Dei complimenti se ne frega. Pensate a Valentino Rossi. Pensate a Jose Mourinho. Gente amata, ma ancor di più odiata.

Perché l’odio (sempre sportivo s’intenda…) è benzina. E’ pappa reale in vena. Ti fa sentire vivo. Io la gente così la amo, nonostante tutto. Perché io Conte lo odio dal profondo (sempre sportivamente, se mi permettete…). Però sono quelli come lui che fanno la differenza. Che rendono speciali le domeniche fatte di dichiarazioni noiose. Di frasi fatte. “Se non posso neanche esultare allora me ne vado”. Così ha detto ieri sera. Ricordo il buon José quando ai giornalisti disse: “Quando non ci sarò più voi avrete ancora il vostro calcio”. Più o meno, se ci pensate, è la stessa cosa.

Credo che a fine anno il buon Antonio andrà via. Ha bisogno di nuovi stimoli e di una società che sia in grado di comprare veri campioni. Si è rotto le scatole di vedere arrivare gente come Bendtner e Anelka. Lui vuole i campioni. E vuole arrivare sul tetto del mondo. Non è detto che ce la farà (lo spero SOLO per lui…), ma sicuramente non cambierà se stesso. Resterà quello che ai giornalisti avidi di dichiarazioni dirà “AggiaccianDe!”. Due, tre volte. In faccia. Resterà quello che a Bologna impazzisce di gioia con i denti stretti dal nervoso. Resterà Antonio Conte. E pochi avranno il coraggio di sentire la sua mancanza. Una volta, a Madrid, dissi a Mourinho: “Ci manchi tanto Josè”. Lui sorrise e rispose: “Manco solo a te”. Perché se sei un grande non puoi mancare a tutti. E forse ti piace pensare che non manchi a nessuno. Fottuti geni. Chapeau.

Silvio De Rossi su @Twitter e @Facebook

(Qui sotto l’esultanza di Conte sul campo del Bologna)

Altre esultanze indimenticabili degli ultimi anni…