Antonio Conte allenatore del Milan. Torniamo indietro nel tempo: marzo 2014, in casa rossonera le cose non girano. Clarence Seedorf non ha dato la scossa necessaria alla squadra, si pensa già al futuro. Prima scelta, Antonio Conte (foto by InfoPhoto): qualcosa di abbastanza scontato, per un club in piena crisi che vuole tornare sui suoi livelli standard. Non serve altro che prendere il migliore e plasmare una squadra attorno a lui. Parte il progetto, ma poi qualcosa non va.

Conte offre la sua disponibilità, ma il Milan non affonda il colpo (ECCO QUI I DETTAGLI). La Juventus fa muro. In fin dei conti il tecnico pugliese è pur sempre sotto contratto con il club bianconero, di andare via non se ne parla. Si finisce la stagione, poi ne discutiamo. Ma le cose non vanno come dovrebbero: la Juve esce malamente dall’Europa League (nell’anno che Torino ospita la finale, oltretutto), vince il campionato con facilità ma nessuno è contento. Dirigenza, allenatore e consiglieri: tutti ad un tavolo, si parla del futuro. Conte chiede garanzie, ma la società tentenna. Arriva Iturbe, giocatore fortemente voluto dal tecnico pugliese: ha già il biglietto in mano, ma l’affare salta e lui va alla Roma. Motivo? Salta la panchina di Conte.

Il retroscena è chiaro: il Milan ci ha provato, ma la Juventus ha detto no (CLICCA QUI PER ULTERIORI DETTAGLI). Infastidita, si è poi separata da un Antonio Conte che comunque cercava nuovi stimoli, nuove avventure. In sostanza, una nuova panchina. Alla vigilia di Milan-Juventus (ECCO QUI TUTTE LE ANTICIPAZIONI) a rivelare qualcosa in più, ci ha pensato Adriano Galliani, che dalle colonne del Corriere della Sera e di La Stampa ha ammesso: “Quanto è stato vicino Conte al Milan? Diciamo che un po’ di corteggiamento c’è stato. Conte è un grandissimo allenatore, secondo me Inzaghi gli assomiglia molto”. Dunque, tutto vero: il Milan, Conte, la Juventus. Strade che si sono incrociate, tutto merito di quella telefonata di Silvio Berlusconi (sì, lui in persona…) al tecnico allora della Vecchia Signora per provare a convincerlo. Tutto saltato, si vira decisi su Filippo Inzaghi. Per ora i risultati sono buoni, ma sarà il tempo a dire se la scelta fatta è giusta o meno: “Berlusconi è un grande motivatore, la sua vicinanza fa volare la squadra – ha proseguito Galliani – c’è sintonia totale tra me, il presidente e l’allenatore, gli abbiamo preso giocatori adatti alle sue idee. Non ha più senso parlare dei miei rapporti con Barbara, c’è una divisione dei compiti che funziona”. In casa Milan è tornato il sereno. Per ora…