Si fa sempre più verosimile la prospettiva di vedere Antonio Conte al Chelsea a partire dalla prossima stagione. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, nelle ultime ore il commissario tecnico della nazionale azzurra e il management londinese avrebbero trovato un accordo di massima sulla durata e sull’ingombro del contratto. Ma non si può dire ancora che sia tutto risolto: l’ultima parola, ovviamente, spetta a Roman Abramovich, e il patron dei Blues non ha ancora sciolto definitivamente i propri dubbi.

Com’è noto, Conte non è l’unico candidato alla successione di José Mourinho, sostituito temporaneamente da Guus Hiddink dopo l’esonero di dicembre. Max Allegri, per esempio, è finito nel mirino del Chelsea sull’onda del suo straordinario lavoro alla Juventus, ma per il momento i bianconeri non sembrano affatto intenzionati a lasciar partire un tecnico che ha raccolto il testimone di Conte come meglio non si sarebbe potuto, e non certo quando c’è una stagione ancora tutta da vivere, con tre obiettivi su tre ancora pienamente alla portata della squadra. Discorso simile anche per Diego Simeone, che secondo molti sarebbe il vero prediletto di Abramovich: il Cholo è molto legato all’Atletico Madrid e sarebbe molto complicato convincerlo a cambiare aria. E poi c’è lo stesso Hiddink, assai apprezzato dallo spogliatoio (responsabile, ricordiamolo, del licenziamento di Mou), ma in questo caso è il Chelsea a non essere convinto di voler ripartire da un tecnico di 70 anni.

Decisamente più agevole arrivare all’attuale cittì dell’Italia, libero da obblighi contrattuali una volta terminato l’Europeo e più che mai desideroso di rituffarsi nella routine del lavoro quotidiano, ancor meglio se in un club ricco e ambizioso come il Chelsea. D’altra parte, Antonio studia l’inglese da un paio di anni e non ha mai nascosto (come peraltro Allegri) il suo desiderio di allenare un giorno in Premier League. Se Simeone non dovesse rompere gli indugi entro marzo, allora l’incoronazione di Conte diventerebbe cosa (quasi) certa.