Scatta il prossimo 15 giugno la nona edizione della Confederations Cup, torneo che mette a confronto ogni quattro anni le nazionali campioni continentali.

L’Albo d’Oro dice che questa competizione, organizzata dalla Fifa, ha un valore relativamente minore per le federazioni europee, chiamate a parteciparvi a stagione pressochè conclusa, con i giocatori ormai pronti per le ferie estive.

E’ questa la chiave di lettura che potrebbe spiegare il perchè il Sudamerica vanti 4 successi, contro i tre dell’Europa e i due del Centro-Nord America.

Il Brasile guida infatti l’albo d’oro con tre successi, contro i due di Francia e Messico e quello, senz’altro sorprendente, della piccola Danimarca nel 1995.

L’Italia partecipa all’edizione 2013, che si tiene in Brasile, come finalista dell’Europeo 2012, in quanto la Spagna, già qualificatasi come campione del mondo 2010, ha liberato un posto.

Un solo precedente per gli azzurri in Confederations Cup, quello del 2009, quando la squadra di Marcello Lippi andò in Sudafrica da campione del mondo.

Fu un’esperienza fallimentare: dopo il 3-1 agli Stati Uniti (doppietta di Giuseppe Rossi e acuto di Daniele De Rossi), l’Italia perse (0-1) con l’Egitto poi (0-3) col Brasile ed andò fuori al primo turno.

Il Brasile è, manco a dirlo, la squadra con il migliore ranking di punti rispetto alle gare giocate: 44. Sul podio anche Francia (27) e Messico (24).

L’unico allenatore ad aver partecipato con due nazionali diverse è il ceco Milan Macala (Emirati Arabi Uniti 1997 e Arabia Saudita 1999).

Due i capocannonieri “all tim”: Ronaldinho e il messicano Cuauhtemoc Blanco, entrambi con 9 reti.

Foto: Infophoto.