Con il successo sull’Uruguay (5-4 il risultato finale, comprensivo anche del 2-2 maturato dopo i supplementari) diventano 5 (su 11) le vittorie della Nazionale Italiana nella serie finale dei tiri di rigore.

Le cose erano iniziate piuttosto male, nel 1980, con la sconfitta di Napoli contro la Cecoslovacchia, gara tra l’altro in cui si passò subito dai tempi regolamentari ai rigori.

C’è stato anche un periodo negativo caratterizzato da 2 sconfitte di fila nel giro di 8 anni (da quella nella finale mondiale 1994 con il Brasile a quella con la Francia nel 1998), ma mai una maledizione simile a quella dell’Olanda, che tra il 1992 e il 2000 ne ha perse quattro di seguito con Danimarca ’92, Francia ’96, Brasile ’98 e Italia 2000.

I cinque momenti positivi degli azzurri sono quelli con Unione Sovietica 1991 (in un torneo in Svezia), Olanda 2000 (agli Europei di Rotterdam, con Toldo sugli scudi), la celeberrima finale Mondiale di Berlino con la Francia di Zidane nel 2006, la sfida di un anno fa in Ucraina contro l’Inghilterra, oltre a quella di stasera con gli uruguayani.

Le altre due sconfitte italiane (oltre a quella con la Cecoslovacchia) e le due già citate sono arrivate contro la Spagna, la prima agli Europei 2008 e la seconda, sempre in questa Confederations Cup e contro l’Argentina di Maradona a Napoli ai Mondiali del 1990.

I migliori specialisti azzurri in questa serie sono 4: Aquilani, Pirlo, Baggio e De Agostini, tutti con 2 reti su altrettanti tentativi.

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