La Lavazza ha festeggiato i suoi primi 120 anni di vita con una festa all’interno dei villaggio del Roland Garros. L’azienda piemontese, infatti, è da quest’anno uno degli sponsor del torneo di tennis: “Siamo un’azienda che fa solo una cosa e la fa bene, il caffè – le parole del vicepresidente Giuseppe Lavazzarappresentiamo l’Italia e vogliamo continuare ad espanderci”.

Giuseppe Lavazza, poi, prosegue: “Il tennis non è una passione, ma un ottimo veicolo per promuovere quello che facciamo. Siamo partiti con Wimbledon perché avevamo intuito un palcoscenico eccezionale per rappresentare la nostra capacita di servire il prodotto e poi perché era una sfida, andavamo lì dove andavano forte altri prodotti come il thé”.

A distanza di tre anni la sfida si può dire vinta, tanto che dopo Wimbledon, Indian Wells e il Torneo di Montreal, ecco arrivare la sponsorizzazione al Roland Garros: “La realtà è che il tennis è il veicolo di promozione pubblicitaria primario finora – prosegue ancora Giuseppe Lavazza – ora abbiamo rilanciato la sfida con il Roland Garros. Non a caso questi grandi tornei sono tutti in paesi per noi strategici: USA, Germania, Inghilterra, Australia, Francia”.

Dunque, prossima la sponsorizzazione anche agli Australian Open? “Può essere, ma non a caso devo dire – apostrofa ancora il vicepresidente – le cose si incrociano molto bene, d’altronde parliamo di eventi con palcoscenici prestigiosissimi e una marca come la nostra vuole essere parte di questo gruppo di aziende di riferimento. Siamo tra i pochissimi italiani ad essere presenti con il proprio nome all’interno di questi circuiti e per noi è un vanto”.

Ma perché il tennis e non un altro sport? “Perché offre la possibilità di avere un evento che dura almeno una settimana o 15 giorni, non un fatto secondario in quanto serve una macchina complessa dal punto di vista organizzativo. E poi tutto si svolge sempre nello stesso posto, non è itinerante come la Formula 1. Senza dimenticare i valori aziendali: il tennis è eccellenza, qualità, talento, tradizione ma anche contemporaneità. Tutte cose che ritroviamo anche nel nostro spirito aziendale”.

Ma come si fa a sopravvivere con grande entusiasmo e risultati ottimi per 120 anni: “Serve anche fortuna – l’ammissione di Giuseppe Lavazza – siamo passati attraverso due guerre mondiali, durante le quali nessuno della famiglia è stato coinvolto se non un cugino che ha svolto il servizio come ufficiale medico con gli alpini in Grecia. La guerra non ha falcidiato la famiglia, questa è stata una fortuna perché il gruppo non si è dissolto e si è portato avanti l’attività. Oggi abbiamo oltre 3.000 dipendenti e siamo presenti in 90 paesi”.

Un’azienda che ricorda più un giocatore d’attacco che di difesa: “Assolutamente, anche perché non abbiamo la dimensione idonea per poter fare gioco di difesa. Abbiamo un fatturato di 1,3 miliardi di euro, vogliamo raddoppiare e questo ce lo permette solo l’espansione internazionale. La nuova generazione di Lavazza è già presente, il caffè sicuramente non mancherà”.

Durante la festa della sera presentata anche la tennista danese Caroline Wozniaki, già numero uno delle classifiche mondiali, che sarà la nuova Brand Ambassador di Lavazza in giro per il mondo. Al party presenti, tra gli altri, anche Toni Nadal, Mats Wilander e Fabrice Santoro.