Fabio Grosso festeggia oggi il suo trentaseiesimo compleanno. L’ex difensore bianconero ha appeso le scarpette al chiodo nel dicembre 2012. Dall’estate scorsa collabora con la società campione d’Italia rivestendo il ruolo di vice allenatore nella Primavera guidata da Zanchetta. In questo nuova veste ha già trionfato in Supercoppa Italiana. Il sito ufficiale della Juventus si unisce al coro di auguri.

Grosso nasce a Roma il 28 novembre 1977.  Nel 1998 inizia la sua carriera di giocatore professionista in serie C2 con la maglia del Chieti. Nell’estate del 2001 si trasferisce al Perugia in serie A. L’allenatore della squadra umbra è Cosmi che lo schiera esterno sinistro di centrocampo del suo 3-5-2. Nel gennaio 2004 viene acquistato dall’ambizioso Palermo del presidente Zamparini. I rosanero, allora in serie B, ottengono immediatamente la promozione nella massima categoria. In quella squadra, tra gli altri, militava pure Luca Toni. Anche grazie alle buone prestazioni in Sicilia e all’ottimo mondiale disputato nell’estate 2006, Grosso si trasferisce all’Inter dove rimane per una stagione conquistando una Supercoppa Italiana e uno scudetto. Nel 2007/2008 inizia la sua avventura francese all’Olympique Lione. Oltralpe vince una Supercoppa e una Coppa di Francia nonché una Ligue 1.  Il 31 agosto 2009, allo scadere della sessione di calciomercato, viene acquistato dalla Vecchia Signora. Gli anni a Torino non sono troppo esaltanti e, seppur ai margini della rosa, fa parte della squadra che vince il campionato nel 2011/2012. Schierato in rare occasioni da Conte, al termine di quella stagione è svincolato. Esordisce in nazionale nel 2003, ma è impossibile dimenticare il suo Mondiale 2006 in Germania. Il terzino inizia la competizione da riserva nella squadra di Lippi, ma dalla partita contro la Repubblica Ceca diviene titolare. Negli ottavi contro l’Australia si procura il rigore che al 93’ permette agli azzurri di passare il turno. Nei supplementari della semifinale di Dortmund contro i tedeschi padroni di casa realizza uno splendido gol con un sinistro a girare su assist di Pirlo. Nella finalissima di Berlino mette a segno il rigore che permette alla nostra nazionale di battere la Francia e di laurearsi campione del mondo. Rimangono negli occhi di tutti le sue corse sfrenate dopo queste due reti fondamentali. Fa parte anche dell’Italia che partecipa all’Europeo 2008 e alla Confederations Cup 2009.

A cura di Giovanni Battista Terenziani